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domenica 18 maggio 2014

Mammacheblog: emozioni a non finire!


MAMMACHEBLOG 2014 - Torno a casa  dal mamma che blog con la gioia nel cuore.
Una organizzazione impeccabile e un'atmosfera da raduno scolastico, tante informazioni da interpretare...

MAMMACHEBLOG: LE BLOGGER Mi sono emozionata quando ho incontrato Paola home made mamma, ho urlato di gioia quando ho salutato alessia di scrap and craft, ho abbracciato con trasporto claudia la casa nella prateria, come si fa con le vecchie amiche. Conoscevo Iolanda ma non avevo mai visto barbara mammafelice. C'é stato tanto calore e trasporto tra di noi. E poi la cara angela supermamma, arianna e federica le mercatine del mercatino dei piccoli, anna piattini cinesi, natalia cattellani tempo di cottura, la claudia mencaroni che dio la benedica e tutte le romane che hanno reso il viaggio in treno da roma a milano e viceversa, un attimo fuggente di risate!
Yummymummy ha 6 anni e anche se lo trascuro un po' ultimamente (poi vi racconto tutte le cose belle) ho 6 anni condivisione on line, e tutte le vecchiette come me e più, ora hanno un volto e una voce...inoltre anche i nuovi blog bellissimi nati dopo ora hanno un volto...come faccio e disfo...

MAMMACHEBLOG: MILANO GENEROSA E poi milano mi ha regalato tanto.
Mi ha ricordato che i pregiudizi sono sempre sbagliati. Ma é umano averne e capita anche a me, ancora oggi a 40 anni.
Milano bellissima, col suo duomo imponente, i suoi negozi enormi e gli spazi piccoli, i milanesi gentili e accoglienti e le mie nuove colleghe della redazione non sprecare di Milano che sono andata ad incontrare.
Perché dal 1 febbraio ho coronato il mio sogno di bambina: scrivo per mestiere, con contratto e redazione...ma non voglio raccontarlo ora...
MAMMACHEBOLG: CHIARA E poi lei, chiara dei congiuntivi esperire esperando e biologicando, con la quale ho condiviso ogni momento, compresa una cena a base di sushi meravigliosa e l'Abergo, hotel villa babliori, che vi invito a frequentare se andate a milano.
Inoltre federica mamma moglie e donna, che, con la sua semplicitá, mi ha fatto ricordare che a complicarci la  vita siamo tutti bravi ma bisognerebbe poter avere la capacitá di evitare certe situazioni...
E le due buste piene di gadget, e paolo di duglas profumerie e i selfie selvaggi, e le risate di cuore e i corsi.
MAMMACHEBLOG: I CORSI Beh...i corsi meriterebbero un post a parte. Ho imparato ad utilizzare strumenti fondamentali nella vita on line come analytics, migliorare twitter e facebook e capire gli insight.
Quando si é in grado di metter su in modo perfetto un evento cosí utile e perfetto, non stupisce che chi lo faccia occupi un posto di spicco nel web.
Quindi grazie fattore mamma per avermi regalato questa grandissima oppurtunitá di crescita interiore.

mercoledì 14 maggio 2014

Mammacheblog 2014

 













Domani è il grande giorno.
Aspetto questo momento da tre anni.
Sono felice di partecipare perchè darò un volto a tanti blog che seguo da anni con piacere.
Sono felice che qualcuno mi insegni ad usare analytics e twitter.
Sono felice dell'aria goliardica che si instaura in queste occasioni e sono felice di ritrovare amiche consolidate che vivono lontane da me.
Non vedo l'ora di incontrare nuove blogger...
Per cui, se ci siete, palesatevi.
Inoltre ci vado con lei. Che manco un lucano va!
Mi riconoscerete immediatamente. Ho una maglia nera con scritto: da grande voglio fare la blogger.

 

lunedì 10 gennaio 2011

nonni? ad averceli!!!


i nonni. Ogni volta che sento mamme che se ne preoccupano mi sento gonfiare le vene del collo...ma, solitamente, le mamme che esprimono dubbi e perplessità lo fanno con la pedagogista...e lei cerca sempre di essere democratica e conciliante.

I nonni sono una risorsa imprescindibile ed è fortunato ogni bambino che può avvalersi del rapporto privilegiato che istaura col proprio nonno.
Non venitemi a raccontare che i nonni viziano i nipoti e che è impossibile educare i bambini che stanno tutto il giorno coi nonni perchè sono viziati! I nostri figli sanno perfettamente come comportarsi in ogni occasione. anche se sono piccolissimi. Ci sono regole e regole. a casa dei nonni vige l'anarchia! e ben venga! di troppo amore non è mai morto nessuno!
i miei nonni erano così. A casa loro ero intoccabile. Avevo l'immunità assoluta. Non c'era marachella che li facesse infuriare. non c'era richiesta che rimaneva insoddisfatta.
I miei nonni erano speeciali e mi hanno trasmesso uno scibile che non si scrive sui libri. che non si dice a parole.
Mio figlio ha nonni disponibili solo per una parte dell'anno. I miei suoceri lavorano, i miei genitori passano la metà dell'anno nella dolce Sicilia dove mia madre è nata e dove tutti amiamo rifugiarci.
Perchè i nonni sono una risorsa per i nipoti. Non per i genitori. Tutti pensano ai nonni come sostituiti di baby sitter e di nido. tutti pensano ai nonni solo in veste di "genitori criticoni"...ma diamine?  che male fanno 10 caramelle in più e qualche vizio? ma che davvero siamo diventati estremisti e intransigenti? e queste dannate regole che senso hanno se i nostri figli non possono infrangerle?
I nonni che viziano...i nonni che sono troppo indulgenti... ma i nonni che amano? i nonni che assecondano? perchè non proviamo per un attimo a cambiare punto di vista?
Educare i nostri figli spetta a noi e a noi soltanto. anche se ci siamo solo per poche ore al giorno.
I nostri figli imparano le regole da noi e non dai nonni, anche se stanno tutto il giorno con loro. anche se piangono e chiamano "noooonna" quando li rimproveriamo (fedifraghi!!!!)...e non è che chiamano la nonna a caso...lo fanno apposta perchè sanno di girare il coltello nella piaga...e come fa un frugoletto amoroso di 2 anni a saperlo? nello stesso modo in cui impara a parlare e a camminare. Nello stesso modo in cui fa i capricci per ottenere quello che vuole. Lui lo sa e basta.
I miei genitori mi hanno aiutata molto con Matteo.
Ogni venerdì sera, dai 3 ai 18 mesi, lo tenevano con loro la notte perchè lui non dormiva ed io lavoravo e avevo bisogno di riposare...(ho avuto un incidente perchè mi sono addormentata...in macchina)
E se mio figlio di 3 anni oggi viene imboccato correndo intorno al divano da mia madre io sono felice (a casa non lo fa e spero mia madre non legga!!!) e se mio padre gli compra 2 gelati nel giro di 1 ora non me ne faccio un cruccio...con i nonni tutto si può...e se mio padre porta mio figlio in campagna e quando tornano a casa i vestiti di Matteo sono da buttare...io penso solo a quanto si è divertito mio figlio. Anche i miei suoceri, che vedono Matteo solo nel week end, sono molto concilianti...ma il ruolo dei nonni è quello di viziare i nipoti. la casa dei nonni è un'isola franca. ed è giusto così...Il vero problema è mia sorella. ma questo è un post sui nonni non sugli zii...


se avete domande da porre alla pedagogista, in merito alla questione, lei sarà ben lieta di rispondere!
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mercoledì 10 febbraio 2010

pedagogista VS mamma 0-3

"oddio come farò ora, come farò ora io!!!"
questa la mia prima reazione al test positivo.
"beh, ma che problemi avrai tu con l'educazione di tuo figlio" mi dicevano le mamme a scuola "tu fai la pedagogista"
Perchè io sapevo "tutto" ma mi sentivo impreparata?  come quando vai a sostenere un esame e non hai studiato a sufficienza, come quando ti fanno una domanda imbarazzante e non sai cosa rispondere.
Ho lavorato fino al 3 settembre e l'11 ho partorito. Cesareo programmato a causa di una frattura pregressa di bacino e osso sacro, anestesia totale...ho visto Matteo dopo 4 ore dalla nascita. siamo già partiti in salita. Il mio little devil ha deciso di scombinare tutto il mio credo fin da subito...
la fatica e la stanchezza non te li racconta nessuno.
Perchè nessuno ti dice di quanto sei stanca? perchè nessuno ti dice che il tuo cervello è annebbiato dalla responsabilità: bambino, casa, lavoro, famiglia, madre, moglie, professionista...ma è il circo o la vita reale?
La responsabilità di questo esserino che ami sopra te stessa ma che ti sconvolge la vita senza possibilità di ritorno. Perchè se lui ha fame quando ce l'hai anche tu, tu non puoi mangiare.
Perchè se ti scappa la pipì mentre allatti, te la tieni.
E quanto mi sono sentita inadeguata...io, la pedagogista super professional mi sono sentita una pessima madre. Non facevo altro che rimproverarmi, come una vecchia suocera, "non tenerlo nel lettone sennò lo vizi, non correre quando piange sennò lo vizi, non tenerlo troppo in braccio sennò lo vizi, non fargli vedere la tv..." ho vissuto i primi 10 mesi da incubo...lui non dormiva mai e io lavoravo portandolo sempre con me.
E poi mi son presa 2 mesi di ferie e ho lasciato la pedagogista a casa. E ho cominciato ad ascoltare i bisogni di mio figlio.
Pensavo che "i bambini si adattano a tutto, basta educarli " ma non è andata proprio così nel mio caso...Matteo voleva i suoi spazi, i suoi tempi ed erano completamente diversi dai miei. Ed è stata questa la chiave di lettura che mi ha fatto riflettere. Io pensavo ad una maternità in cui avevo tutte le risposte, più o meno come quelle che davo alle mamme che mi chiedevano consigli.
E invece le risposte non ce l'hai quando sei madre, vai a tentativi e inevitabilmente sbagli. Ma l'istinto materno, quando lo ascolti, ti aiuta tanto...ma il tempo per ascoltare spesso non c'è. A volte manca pure quello per riflettere, c'è sempre bisogno di risposte immediate, qui e ora.
Oggi ho imparato che per essere una brava mamma bisogna sbagliare, mettersi in discussione, dubitare, domandare, rspondere e subito dopo domandare di nuovo.
E la pedagogista non sta più lì col fiato sul collo...ormai si è abituata agli errori inevitabili di una brava mamma!!!

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sabato 9 gennaio 2010

io mi sostengo: e voi?

Dal 21 ottobre, quando mi sono licenziata, volutamente, volontariamente e senza possibilità di ripensamento, ho scoperto di essere vittima del downshifting...per me è una filosofia di vita, un mix tra buon senso, misticisto e routine...
Tutta la mia vita è stata modificata dalla scelta di lavorare meno, guadagnare meno e spendere meno di meno. Così, siccome necessità fa virtù, ho imparato a "comprare locale" e comprare low cost al mercatino settimanale, ho imparato a fare a meno dello shopping tradizionale (e dio solo sa quanto ho sofferto) dandomi al baratto (www.zerorelativo.it) e alle aste su e-bay.
Ho imparato a fare da me il pane, i dolci, (ne sforno uno al giorno) il burro, le salse, compro solo alimenti freschi e non acquisto più nessun genere di cibo precotto e preconfezionato.
Tuttavia, tra i propositi del nuovo anno c'è quello dell'abbattimento dei costi (economici e ambientali) di carta e detersivi...avevo già tentato lo scorso anno ma il dispendio di tempo non mi permetteva la buona riuscita del progetto.
Dunque: via tovaglioli di carta e fazzoletti di carta (perchè i piatti e i biccheri non li utilizzo da 4 o 5 anni...)
E via ai detersivi tradizionali.
Per quanto riguarda tovaglioli e fazzoletti sto per andare a fare una scorta di quelli di stoffa. Credo che ricamerò i nomi dei membri della famiglia in modo che ognuno abbia i suoi: Andrea, Matteo e...mamma (beh, mi chiamo Mariaelena e mi sembra lunghetto!!)
Per quanto riguarda i detersivi, mi impegno a fare in casa il detersivo dei piatti e della lavastoviglie secondo questa ricetta che ho già provato con successo:
Ingredienti per un litro di detersivo:

3 limoni, 400 ml di acqua, 200 g di sale, 100 ml di aceto bianco
Come si fa:
•    Tagliare i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi e mantenendo la buccia, dalla mia esperienza risulta più facile se tagliate il limone a rondelle e coinvolgete i vostri figli nel farvi aiutare a togliere i semini…ovviamente chi toglie più semi avrà un premio!!! Il mio piccolo ometto ha solo 27 mesi ma è già piuttosto esperto in questa operazione…e tanti semi li ritrovo il giorno dopo nel vasino!!!

•    Frullare i limoni con tutta la buccia con un mixer insieme ad un po' di acqua e al sale. Per evitare intasamenti del filtro lavastoviglie, frullate a lungo e molto finemente la poltiglia. Anche qui potete coinvolgere i bimbi più grandicelli: chi resiste più di 5 minuti fermo immobile con il frullatore acceso avrà un premio!!!

•    Mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere tutta l'acqua e l'aceto e fate bollire per circa 10 minuti mescolando, affinché non si attacchi. A questo punto i bimbi più grandi devono intrattenervi. Il primo che vi farà ridere con un movimento buffo, una barzelletta o una faccia strana vincerà un premio!!!

•     Quando si è addensato e raffreddato mettetelo in vasetti di vetro.

Come si usa in lavastoviglie

Due cucchiai da minestra per la lavastoviglie. Non mischiate il detersivo fai da te a quello classico lavastoviglie.

Come si usa a mano

A piacere per i piatti a mano. In caso di stoviglie unte basta aggiungere sulla spugnetta un po' di detersivo o tenerle in ammollo qualche minuto.

Secondo la mia esperienza questa dose dura circa un mese. Il suo profumo è semplicemente delizioso e la sua composizione naturale lascia anche le mani morbide.


Questo detersivo va bene anche per lavare i pavimenti, basta aggiungere un tappo in un secchio d'acqua tiepida...

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venerdì 11 dicembre 2009

I migliori giocattoli? mamma e papà


Il tema del gioco capita a fagiuolo questo mese!!! Perchè questo è il mese in cui una famosa casa editrice mi ha contattata per scrivere un libro sui giochi del bambino da zero a cinque anni e, ovviamente, ho accettato!!!
C'è un articolo sul gioco che scrissi tempo fa e al quale sono particolarmente legata che riporto di seguito
 
Mamma e papà: i migliori giocattoli
     Molto spesso ci interroghiamo sul ruolo del gioco per i nostri figli, e correttamente rispondiamo che esso rappresenta "il loro modo di lavorare". Di rado riflettiamo, però, sulle ripercussioni che ha nel loro sviluppo il gioco che essi fanno con noi genitori.
     Negli ultimi decenni è stata data giustamente molta importanza alle relazioni familiari, al loro influsso sulla personalità e sulla socializzazione dei bambini, giungendo a riconoscerne un ruolo prioritario. Le relazioni, infatti, che si stabiliscono in famiglia, tra i diversi membri che la compongono, costituiscono un ambiente naturale d'apprendimento di concetti e d'attitudini che agiscono come rinforzo e come motivazione per il raggiungimento di nuovi obiettivi educativi.
     Partendo dal presupposto che il gioco è la migliore forma di attività infantile, necessaria per tutti i bambini, è bene utilizzarlo correttamente per favorire il loro sviluppo globale.
     Oltre ad essere una necessità biologica e fisiologica, il gioco è per il bambino un veicolo di espressione di emozioni e di sentimenti; contribuisce alla formazione della sua coscienza morale e sociale, lo stimola a trovare nuove e ingegnose soluzioni, e lo aiuta ad adattarsi all'ambiente che lo circonda.
     Proprio per questo motivo, quando ci accingiamo a comprare un giocattolo per nostro figlio teniamo in considerazione normalmente tre elementi: il gioco deve educare, deve formare il bambino e deve aiutarlo nel suo sviluppo psicologico.
     Uno studio recente sui giochi più adatti ad ogni singola età, ha messo in rilievo che nei primissimi anni di vita, il gioco più apprezzato ed amato dal bambino è normalmente sua madre o, in via del tutto eccezionale, "quella" persona adulta che si prende cura di lui.
     Il bambino fin da piccolo avverte un fascino speciale nei confronti della madre, per esempio quando ascolta la sua voce, quando lo accarezza, quando la vede ripercorrere con le dita il suo viso o il suo corpo; la mamma, per il bambino, è tutto: è lei che lo rende sicuro e che lo ama, è lei che gli trasmette fiducia, che lo prende in braccio, e che è disposta a rispondere alle infinite richieste che il bambino le rivolge.
     Per tale motivo spesso si sente affermare che la madre è un "giocattolo universale".      
     Oggi purtroppo viviamo in un'epoca in cui molti genitori e molti madri, costrette dal lavoro, non hanno molto tempo a disposizione da dedicare ai loro figli; questa condizione genera a sua volta, con un effetto boomerang, che gli stessi bambini trascorrano molto tempo fuori casa rispetto agli anni precedenti: tutto questo crea fratture nella comunicazione tra genitori e figli. Di fronte a un tale quadro, il gioco può servire ad ampliare il campo di azione delle relazioni tra i genitori e i figli e, in particolare, tra le madri e i figli.
     Il gioco unisce i bambini agli adulti e viceversa. Giocare equivale a farsi conoscere meglio dai propri figli, e a conoscere meglio i figli, a conoscersi e a identificarsi maggiormente nel ruolo genitoriale, a dialogare e a creare legami più forti. Si può affermare che giocare è il miglior modo di educare.
     Giocare con i nostri figli li aiuterà a stimolare la loro iniziativa e permetterà alla loro immaginazione di essere propositiva e creativa.
     Ricordate che il migliore ed insostituibile giocattolo per vostro figlio siete voi e vostro marito!!!

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