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martedì 30 settembre 2014

10 modi per educare i bambini alla felicità nella vita di tutti i giorni


La felicità diventa una materia di studio in molti paesi del mondo. La notizia, che potete leggere qui, dovrebbe essere rilanciata da tutti i giornali.
La felicità: educare i bambini e i ragazzi ad essere felici attraverso una diversa autostima e il miglioramento dei rapporti personali.

Quando ci rivogliamo ai bambini, senza volerlo, tendiamo a far pesare loro i comportamenti sbagliati e a correggerli mentre diamo per scontati i loro successi. Non li incoraggiamo mai quanto dovremmo perchè per noi è normale che si comportino bene.

STRUMENTI PER INSEGNARE LA FELICITA' - Dovremmo invece fare un passo indietro. Come si insegna la felicità ad un bambino? E perchè dovremmo insegnargli ad essere felice?

Noi pensiamo che un bambino è felice solo perchè è bambino. Ma nella sua mente, spesso, si affollano sensazioni che non sa come definire e che pensa siano sbagliate: la paura di un insuccesso, la paura che i genitori gli neghino l'affetto, la paura di smarrirsi, la rabbia e la frustrazione.

IMPARARE ATTRAVERSO L'ESEMPIO - Poi vedono noi. Noi siamo felici? Sempre di corsa e sempre indaffarati...sorridiamo mai?  Se è vero che i nostri figli imparano da noi attravero l'esempio: interroghiamo noi stessi: in quanti modi siamo capaci di esteriorizzare la felicità?
  1. SORRIDERE: Il primo mezzo che si utilizza per esprimere la felicità è il sorriso. Sorridiamo di più. Raccontiamo cose buffe o divertenti che ci sono accadute durante la giornata: la collega (povera!) che si è schizzata col caffè, la signora sulla metro che si è addormentata e russava...quella volta che siamo scivolati e per poco...mostriamo un atteggiamento allegro. In questo modo i bambini impareranno a concentrarsi sugli aspetti positivi e allegri che su quelli tristi.
  2. PICCOLI COMPITI: Diamo ai bambini piccoli incarichi da svolgere per elogiarli più spesso e avere l'occasione di mostrare quanto siamo fieri di loro. Qualcuno potrebbe obiettare che è un sistema che incoraggia l'esempio positivo in sfavore di quello negativo come nell'addestramento dei cani. Dico solo che, se i bambini non vengono etichettati come irresponsabili, pasticcioni, incapaci, sicuramente sentiranno che "sono in grado di", che 2sono bravi a" andando a sviluppare un nuovo senso di "ciò che posso fare, ciò che so fare".
  3. STIMOLI E AUTOSTIMA: Se un bambino non si sente bravo a disegnare, colorare, nuotare, sottolineamo i suoi successi quando compie azioni per cui non si sente portato. Anche se il disegno è uno scarabocchio o lo stile di nuoto non proprio perfetto, impostiamo una conversazione positiva e non critica. Un conto e dire: "potevi fare così..." un conto è dire:"Bravo! Si vede che ti sei impegnato tanto, vedrai che la prossima volta ti riuscirà ancora meglio"
  4. COMPLICITA': Un bambino che sente di poter confidare tutti i suoi sentimenti, tutte le emozioni, successi e insuccessi con i genitori, sarà un bambino felice.
    Un approccio positivo ad ogni momento della giornata, senza critiche e giudizi, sarà per lui un incentivo ad essere ascoltato e compreso. 
  5. NON GIUSTIFICARE MA INCORAGGIARE

    - Troppo spesso, come genitori, per giustificare un insuccesso di nostro figlio, tendiamo a colpevolizzare altri: i maestri per un brutto voto, gli istruttori per una brutta prestazione sportiva, i compagni per un litigio e così via. In questo modo insegneremo al bambino che vive in un mondo ingiusto e che anche se si impegna nessuno, tranne mamma e papà, riconosceranno i suoi meriti. La felicità non risiede in un bel voto o in una bella prestazione sportiva ma nel rapporto di positività anche verso gli altri. Nostro figlio non è più speciale rispetto ai suoi compagni. Insegnare al bambino l'impegno e il sacrificio per ottenere un risultato lo porterà ad essere felice per il risultato raggiunto e consapevole dei suoi mezzi e dei suoi limiti. "So che potresti fare di più" oppure "potevi impegnarti di più" equivalgono a dire che non ha fatto abbastanza. Non sono frasi incoraggianti. Mettersi accanto al bambino a fare i compiti non è un atteggiamento positivo. Incoraggiare vuol dire spronare il bambino a provare e riprovare con i suoi mezzi, senza scorciatoie, tutte le strade fino a che non trovi, da solo, quella giusta. 
  6.  LIBERI DI SPERIMENTARE - Non diciamo mai ai bambini "fai così..." mentre stanno giocando. Ricordiamo che il gioco è divertimento e attraverso il gioco i bambini misurano se stessi. Lasciamoli liberi di farlo senza apostrofarli.
  7.  RACCONTIAMO LE FAVOLE - Oggi abbiamo sostituito i libri con tablet, smartphone e tv. Raccontare le favole non insegna al bambino che esistono le streghe i maghi, i cattivi ma la certezza che possano essere sconfitti. Li fa riflettere, immedesimare e poi vincere. E la vittoria di cappuccetto rosso è quella di tutti i bambini un pò monelli che, nonostante abbiano disobbedito, alla fine, vengono accolti e coccolati ugualmente.
  8. COCCOLE, BACI, ABBRACCI - Non dimentichiamo quanto sia importante dimostrare amore ai nostri figli. C'è chi lo fa con discrezione, chi non è espansivo. Troviamo il modo di avere un contatto fisico con i bambini sempre. Loro ci tengono anche se non lo danno a vedere.
  9. LORO NON SONO COME NOI - Ogni volta che diciamo:"Lo capisco, lui fa così perchè ha ripreso da me" stiamo proiettando su nostro figlio qualcosa che non gli appartiene. L'ansia della prestazione, il disagio di un litigio con un amico, i sentimenti che nostro figlio prova non sono uguali ai nostri. Invece di dire al bambino:"ti capisco, anche io sono fatto così" raccontiamogli di quella volta che, invece, abbiamo cercato di reagire in maniera diversa, invitiamolo a provare nuove strategie di comuncazione. Non capiamolo. Non siamo compassionevoli con lui. Sproniamolo a reagire. E non obblighiamolo a giocare a calcio solo perchè piace a noi. Se vuole fare danza lasciamolo fare!
  10. A TUTTO C'E' UN RIMEDIO - A tutto c'è un rimedio. Insegniamo ai nostri figli che un brutto momento non durerà per sempre, che un brutto voto non è un'etichetta, che una punizione non è eterna e che se siamo adirati non vuol dire che smettiamo di amarli. Penso a quei ragazzini che si suicidano per un brutto voto o perchè si sentono diversi, non accettati...a quelli che si vendono per pochi soldi e a quelli che vengono sempre difesi a spada tratta dai propri genitori anche quando hanno torto. Penso ai bulli, alle vittime, alla perdita progressiva dell'identità per uniformarsi alla massa. Agli errori. E poi penso a mio figlio. A quello che voglio per lui. Alle aspettative, alle ambizioni. E alla felicità. 
 
Perché voglio insegnare a mio figlio ad essere felice. E prima di tutto devo imparare io ad esserlo. A prendermi i meriti quando mi spettano, agli insuccessi quando avvengono.





domenica 27 luglio 2014

Occorrente per la prima elementare: aperta la caccia al risparmio!


 OCCORRENTE PRIMA ELEMENTARE: Sono ufficialmente incominciate le offerte per la scuola 2014-2015. Noi quest'anno siamo fortunatissimi. Non acquisteremo nulla! Lo scorso anno, proprio in vista della prima elementare, avevo fatto una bella scorta di cancelleria e quaderni che non mi era servita a nulla!

Ecco cosa serve veramente:
  1. ZAINO: la giungla dello zaino perfetto è difficile da percorrere. Con trolley, senza trolley, robusto, capiente, con spallacci, di buona marca o con i personaggi dei cartoon. Insomma. Inutile dire che, difficilmente, lo zaino che acquistiamo in prima elementare potrà durare fino alla quinta. I gusti dei bambini cambiano e già a metà della prima elementare le amate winx verranno sostituite da violetta, ben ten dagli skylanders e così via. Dunque meglio optare per uno zaino comodo, robusto e capiente seguendo le offerte del momento. Il trolley in prima elementare serve a poco. Non c'è una mole di libri da portare ogni giorno e, come nel caso di mio figlio, le aule potrebbero essere troppo strette per contenere i trolley. A Matteo ho dovuto acquistare uno zaino senza trolley in corso d'anno da tenere dietro lo schienale della sedia in classe. In molti ipermercati si trovano gli zaini seven, con o senza trolley, a partire da 49 euro.
  2. ASTUCCIO e DIARIO: non è un accessorio che potete acuistare subito. Molte maestre, infatti, chiedono quello a una o due zip mentre in commercio si trovano più facilmente quelli a tre zip. Rischiate di fare un acquisto inutile. Mentre, invece, potete prenderne uno a bustina per contenere la cancelleria in più: una gomma, un temperamatite più grande (in prima vogliono quello chiuso che nell'astuccio non entra) e matite di scorta (se ne perderanno molte). Il diario in prima elementare non occorre, le maestre adottano un quaderno piccolo a quadretti per comunicare gli avvisi.
  3. MATITE E COLORI: Non lesinate culla qualità. In prima elementare si usano una quantità di matite colorate. Acquistate pacchi da 12 colori, se trovate colori sfusi prendete tanti rossi, gialli e celesti che sono quelli più utilizzati. Non prendete pacchi da 36 o 24 colori pensando di risparmiare. Nell'astuccio non c'entrano e i bambini non hanno bisogno di 4 tipologie di rosso. Per loro il rosso è uno e utilizzeranno solo quello! Anche sulle matite non lesinate sulla qualità: è importante che abbiano una buona impugnatura perchè i piccoli di prima elementare scriveranno soprattutto con le matite e non con le penne. 
  4. PENNE CANCELLABILI SI O NO? I bambini le adorano, a loro piacciono di tutti i colori. La maestra di mio figlio le utilizzava per dividere le sillabe e noi le abbiamo usate tanto. le repley hanno la punta fine mentra le tratto cancellik sono più morbide e tonde e hanno più colorazioni. Noi abbiamo preferito le seconde.
  5. CANCELLERIA VARIA: In prima elementare si utilizza tanta colla in stick. Acquistatene in quantità. Si utilizzano tante gomme da cancellare, etichette adesive, copertine trasparenti per i quaderni e i libri, insomma, cercate di trovare le offerte sulla cancelleria che poi non troverete più se non nelle cartolibrie scolastiche.
  6. QUADERNI: I quadernoni a righe di prima elementare si utilizzano anche in seconda. Se trovate offerte sotto l'euro per pezzo acquistatene in quantità. La stessa cosa non vale per i quaderni a quadretti: le maestre potrebbero volere quelli da 1cm o quelli da mezzo cm. Quindi meglio aspettare la riunioni di inizio anno.
  7. LIBRI: Se i vostri figli frequentano una scuola pubblica o privata paritaria, potete già prenotare i libri, in maniera gratuita, presso la cartolibreria del paese. Ad inizio anno vi verrà consegnato un cedolino da dare alla cartolibreria.
  8. GREMBIULI: Ne occorrono almeno 3, blu per i maschietti e bianchi per le femminucce. Si sporcano con una facilità incredibile. Acquistateli di buona qualità, dureranno per tutto l'anno scolastico.
  9. ABBIGLIAMENTO: Mi raccomando di mandare sempre i bimbi a scuola con un abbigliamento consono. No a cinte, scarpe con i lacci, mollette per capelli e accessori che possono perdersi, ingombrare, far male ed essere usati in modi imprevedibili. Acquistate delle tute da ginnastica da far indossare sotto il grembiule solo per andare a scuola, garzate per la mezza stagione con maglia a maniche corte e un pò più pesanti per l'inverno con maglia a maniche lunghe. Sotto il grembiule la felpa non serve, meglio un giacchetto con zip da mettere sopra se il bambino dovesse avere freddo e che poi può togliere al bisogno.
 

lunedì 16 giugno 2014

Arno Stern, dipingere per imparare ad essere

ARNO STERN E "IL CLOSLIEU" - Oggi voglio parlare di Arno Stern, ricercatore francese che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della traccia naturale, ha creato nel 1946 uno speciale spazio di pittura che favorisce la libera espressione e lo ha chiamato “il Closlieu” (luogo chiuso, protetto).

Vorrei ce ne fosse uno in tutte le scuole, a partire dalla prima classe del nido per finire con l’università
LA STORIA DEL CLOSLIEU - Tutto inizia nel 1949 a Parigi, dove Arno apre il suo primo atelier di pittura. Lo chiama «Closlieu»: un luogo chiuso e privilegiato, dove temporaneamente ci si separa dalla realtà esterna.  Un ambiente discreto, in cui l' unico scopo del dipingere è il proprio piacere. Senza giudizi, senza domande, senza finalità. Alla base di questa esperienza c' è l'intuizione che la libertà d' ispirazione, coltivata in uno spazio protetto, favorisca la spontaneità dell' espressione. Dipingere nel Closlieu dunque «rigenera le facoltà creative, dando slancio ad ogni individuo affinché utilizzi le sue capacità e diventi autonomo», afferma Stern. E aggiunge: «Si pensa che con un pennello in mano il bambino impari a disegnare. Ma nel Closlieu, con un pennello in mano, il bambino impara ad essere» Questo spazio è particolarmente coinvolgente per l'atmosfera, per la luce che fa vibrare i colori, per le dimensioni ridotte che suscitano intimità e calore, per la grande “tavolozza” centrale che invita a prendere un pennello e intingerlo nel colore. Tutti questi elementi sollecitano in chi vi entra una forza d'attrazione molto intensa.


LA LIBERTA' E LA PITTURA - Il Closlieu è anche il luogo della continuità: sono presenti sempre gli stessi strumenti, gli stessi materiali, i gesti di chi dipinge e di chi conduce questa attività, che si ripetono all'infinito. Chi entra nello spazio di pittura scopre un luogo di libertà; il foglio bianco appeso alla parete consente a ciascuno (sia esso un bambino di 3 anni o adulto di 100) di esprimere liberamente in assenza totale di giudizio o interpretazione. L'uso corretto degli strumenti e il rispetto degli spazi sono regole semplici ma funzionali, che permettono di acquisire sicurezza e autonomia.

Vale ancora la pena di sottolineare che la proposta di Stern è molto vicina alle idee di Maria Montessori per l'assenza totale di giudizi e di stimoli diretti, per la modalità rispettosa verso le iniziative individuali, per il fatto di accogliere insieme bambini, ragazzi ed anche adulti senza che, proprio per lo stile di conduzione, i partecipanti scatenino competizioni, confronti, imitazioni. Insomma il Closlieu stimola l'attività individuale ed è un aiuto alla concentrazione in una situazione positiva di piccolo gruppo.

Come ricreare questo spazio in casa?

Semplicemente adottando il sistema della parete di sughero o di compensato se il bimbo è piccino, altrimenti sovrapponendo un cartellone piccolo su uno grande. Proteggete il pavimento.

Se volete, qualche anno fa, quando facevo l’educatrice al nido, ho messo i fogli attaccati sulle mattonelle del bagno in modo da essere già pronta a lavare i piccoli pittori!!! Siccome sono un po’ romantica, ho abbassato un po’ le tapparelle, acceso delle candele e messo un cd di Buddha bar…

Munitevi di un tavolino basso e riempite alcuni contenitori con le tempere. Fornite al bambino diversi strumenti con cui disegnare come spugnette, pennelli, timbrini etc… e lasciatelo libero di esprimersi…nella maggior parte dei casi il bimbo userà le dita.

Provate anche voi con lui…vedrete, sarà liberatorio!!!




domenica 22 settembre 2013

Il declino della scuola italiana dipende da noi



Caos nelle scuole italiane: no alla diversità, no alla disabilità
Troppi extracomunitari? Un gruppo di genitori toglie i figli da quella classe.
Un bambino autistico? Un altro gruppo di genitori ritira i bambini da quella classe.
La giustificazione ufficiale è che la “disabilità” e la “diversità” rallentino i processi di apprendimento e questi genitori sono preoccupati che i propri figli non imparino l’abc.

Vorrei ricordare a questi genitori che esistono dei valori che devono essere insegnati prima dell’inizio della scuola, esistono messaggi ben precisi che bisogna dare ai propri figli.
Priorità imprescindibili. Come il RISPETTO.

RISPETTO dell’insegnante alla quale avete tolto la possibilità di dimostrare quanto efficace fosse il suo metodo educativo.
RISPETTO della disabilità e della diversità intesi come risorsa e non come problema.
RISPETTO dei vostri figli ai quali state insegnando che si può “scappare” quando qualcosa non ci sta bene invece di affrontare il problema. (magari potevano fare una battaglia per chiedere due insegnanti di sostegno, tanto per dirne una.)

Un bambino che vive in un ambiente multiculturale, a causa del “rallentamento” per colpa dei suoi coetanei extracomunitari,  tarderà di qualche giorno a leggere e scrivere ma imparerà a rapportarsi con la società in cui viviamo oggi, multietnica, con nuove festività e nuovi modi di mangiare. Nel paese in cui vivo, il 50% della popolazione è di etnia rumena. E i bambini rumeni parlano italiano meglio di molti di noi che parlano il  dialetto.
Un bambino che si rapporta con la disabilità dei propri compagni tarderà di qualche giorno a leggere, scrivere e far di conto, ma imparerà la solidarietà e apprezzerà la “fortuna” di essere nato sano e libero in un paese malato.
 
Andiamo verso il declino morale. Non siamo più in grado di guardare al di là del nostro orticello e non sappiamo cosa stiamo perdendo per paura del cambiamento che ci spaventa tanto.
L’importante è seguire il matrimonio di Belen, il derby della capitale, l’uscita dell’i-phone gold e le sfilate della milano fashion week.

Andate sonoramente a quel paese.
 

lunedì 5 dicembre 2011

La lenta agonia della creatività



In questi giorni mi sento molto amareggiata.


Non avevo mai lavorato con i bimbi al di sopra dei 5 anni fino ad ora e, sia nei laboratori di Novembre in collaborazione col comune di Albano Laziale, che in quelli di Dicembre alla ludoteca Il Paperotto, ho avuto modo di fare alcune amare scoperte: i bambini non sanno lavorare senza consegne, hanno sempre bisogno di qualcuno che dica loro cosa devono fare e se stanno facendo bene.
Ne ho visti solo 300 per il momento ma mi sembra un campione sufficiente per poter affermare che, a mano a mano che si cresce, il pensiero creativo diminuisce.

Al nido e alla scuola dell'infanzia non è così. Spesso si danno ai bimbi fogli bianchi su cui disegnare senza dire cosa si deve fare, plastilina da modellare senza dire cosa si deve fare. Io non do mai consegne ai bambini ed è una delle premesse che faccio sempre quando tengo i laboratori creativi. Gli adulti vedono 3 cubi e fanno una torre. I bambini vedono gli stessi cubi e li osservano a lungo, provano ad assaggiarli, a vedere se suonano, li tirano. Non fanno una torre.
Ho queste vocine nelle orecchie:"maestra: cosa devo fare?" ed io:"fai quello che ti piace" e loro:"e se poi sbaglio? e se non mi viene niente? e se poi mi sporco?"
E mi sento triste e amareggiata perchè se uniformiamo le menti di questi figli non avremo adulti in grado di rispondere in maniera innovativa ai problemi...tutti troppo presi da mondi virtuali...

Mi rivoglo a noi, maestre: lasciamo che i nostri alunni si esprimano? diamo loro dei lavori da fare senza ricordare che devono restare nei margini o che devono colorare fitto fitto?
E a noi genitori: cosa fanno i nostri figli a casa? inventano storie? si perdono in mondi fantastici creati da loro stessi? oppure sono lobotomizzati davanti a tv e play station?
Leggiamo loro delle storie, raccontiamo loro quali erano i nostri giochi preferiti, giochiamo insieme a loro...non pensiamo a quale gioco bisogna regalare loro ma a quanto tempo dedicheremo al loro sviluppo creativo.
Non ho riscontrato mai una difficoltà a lavorare coi piccoli al di sotto dei sei anni. e non mi aspettavo di riscontrarne con quelli al di sopra.


Ma poi, alle scuole elementari: cosa accade?

domenica 2 ottobre 2011

Un libro fai da te con materiali di recupero

Domani la dolce Vittoria, una dei 5 bimbi del progetto nidino, compirà 1 anno. Con Giovanna, l'insegnante, abbiamo pensato di regalarle un libro sensoriale, uno di quelli di stoffa che ha diversi materiali da toccare, vedere, sentire. Ma mi è venuta l'illuminazione stamane e l'ho creato io!
eccolo qui

tutte le foto sono al contrario! sgrunt! piegate la testa verso dx e guardate!!!
questa è la copertina del libro, ho utilizzato il pannolenci bianco e poi cucito, una per una, tutte le decorazioni!
 questa è la prima pagina con l'arcobaleno e il sole che si può staccare


questa è la seconda pagina con un orsetto ricavato da un pannetto morbido per spolvero a cui ho attaccato un sonaglino (riciclato da un coniglietto lindt di Pasqua!!!)

questo è un alberello sonoro poichè sotto alla chioma c'è la carta dell'uovo di pasqua

su questa pagina ho fatto un laghetto con dei pesciolini, quello grande si tuffa nell'acqua!!!

nell'ultima pagina c'è una dolce bambolina con un vestito di tulle e capelli di lana.

Spero piacerà alla piccola Vittoria!!

mercoledì 21 settembre 2011

Un asilo nido diverso: è nidino, è il mio progetto!

Un progetto nato con 4 mamme ed una bravissima educatrice, un progetto diverso, a metà tra silo nido e tagesmutter. Un progetto che vuole andare incontro alle esigenze di tanti genitori che rimangono fuori dalle liste degli asili nido del comune di Roma.
Cinque bambini tra i 10 e i 15 mesi, ogni mattina, dalle 8 alle 13 si incontrano in un grande salone di una casa privata, strutturato su misura per loro, con angoli di attività e centri di interesse, hanno una bravissima insegnante e un coordinamento pedagogico-didattico (il mio!)
Quando le mamme mi hanno proposto di curare gli aspetti pedagogico-didattici del "nidino" ho subito accolto con gioia ed entusiasmo la proposta. Ho cercato una brava insegnante e studiato le leggi della Toscana che prevede i nidi famiglia in cui è il comune stesso a mandare le educatrici nel domicilio interessato. Ho tradotto la normativa della regione toscana e l'ho adattata allo spazio a disposizione.
I bimbi entrano tra le 8 e le 9, c'è una fase di accoglienza e, quando sono tutti in classe, si fa merenda. Intorno alle 9:30 c'è una fase di rilassamento in cui si fa un pisolino, poi, con calma, ci si sveglia alle 10:30, si cambiano i pannolini (2 bimbi indossano i lavabili) e si fa attività strutturata. Alle 11.30 circa si fa un piccolo spuntino con la frutta e poi si gioca in attesa dei genitori che arrivano alle 13.
Oggi, per Marina, Giulia, Vittoria, Federico e Alessandro è stato l'ottavo giorno di nidino. Tutti si sono ambientati, tutti sono ben inseriti e solo uno dei cinque bimbi piange un pò ogni tanto ma poi torna a giocare serenamente.
ogni mese ci sarà una riunione con i genitori, me e l'educatrice per parlare dell'andamento del nidino mentre l'educatrice ed io ci relazioneremo una volta a settimana in cui le sarò di supporto per l'attività educativa.
vi lascio alcune foto scattate stamani e aspetto commenti e domande!!!




la mamma di Giulia, la bimba ritratta, in foto, ha dato il consenso alla pubblicazione delle immagini

domenica 4 settembre 2011

Sulla riforma degli asili nido della regione Lazio




Adesso mi sono stancata di sentire di proteste e lutti al braccio.
In fondo alle educatrici capitoline cosa cambia?
Premesso che i modi non proprio fini della persona che dirige la mia regione e le sue scelte non sono, per me, condivisibili (tagliare su tutto: asili, sanità...) mi chiedo, però, il perchè di tutto questo parlare degli asili pollaio. Se proprio vogliamo dirla tutta, rispetto alla legge 59 del 1980, legge alla quale si fa riferimento in materia di asili nido, e rispetto alla delibera 1509 del comune di Roma di 2 anni fa, le cose non cambiano molto dal punto di vista educatore/bambino. Dall'attuale rapporto 1:6 (1 educatore ogni sei bambini) si passa a 1:5 per la sezione dei lattanti (2-12 mesi) 1:6 per i medi (12-24 mesi) e 1:7 per i grandi (24-36 mesi).
A VOI, educatrici capitoline: cosa cambia?
Se poi parliamo del rapporto metriquadri/bambino allora le cose cambiano. perchè la legge abbassa la soglia da 1 bambino ogni 10 metriquatri a 1 bambino ogni 6 metriquadri. Più capienza, più posti...pensate solo a casa vostra. Avete un salone di circa 30 mq. se prima potevate metterci 3 bambini ora potete metterne 5. pensate a 5 bambini nel vostro salone vuoto. C'entrano? e se ci mettete 5 lettini e 5 seggioloni c'entrano ancora? Stanno un pò strettini vero?
Quante volte, però, questi 5 bambini saranno contemporaneamente in aula? quasi mai. Certo è che se togliessero quegli spazi ridicoli come la stanza del coordinatore, la stanza del pediatra, la stanza delle riunioni, sicuramente, ci sarebbe più spazio. Basterebbe una sola stanza per tutti e tre. E il bagno della cuoca che deve essere diverso da quello del personale? E il muretto che divide il lavello dei piatti puliti da quello dei piatti sporchi? e la dispensa? non basterebbe un mobile???!!!!
Io non sono contraria a questa legge. In un asilo di 100mq potranno entrare 16 bambini. ci sono 6 famiglie in più che saranno felici. In un municipio come il XIII dove ci sono 12:000 bambini fuori lista, questa legge rappresenta una svolta. E non credo che cambierà la qualità. Perchè la qualità di un asilo la fa l'insegnante, all'80%. E le nostre maestre sono le più preparate ed efficienti che esistano al mondo.
FORZA RAGAZZE, ce la possiamo fare.
Non è la soluzione. Lo so. E infatti io mi sono adoperata, insieme ad un manipolo di mamme coraggiose, per trovare un'alternativa...è un progetto sperimentale che vedrà la luce tra una settimana. E di cui vi parlerò a breve.

PS: senza contare che, alla scuola dell'infanzia, il rapporto educatore/bambino sale a 1:25 e il metri quadri a disposizione di ciascuno sono meno di 2. Ma di che parliamo allora???!!!!


lunedì 24 gennaio 2011

mamme: bugiarde e spudorate



ho letto un articolo in proposito qui.
sembra che, da questa indagine condotta su 5000 genitori, il 66% abbia dichiarato di mentire sull'educazione dei figli e sui programmi che i piccoli guardano in tv.
Per non sentirci giudicate dalle mamme perfette arriviamo anche a questo?
a mentire?
Ma voi avete mai mentito?
e se si: perchè l'avete fatto? cosa vi ha spinte a farlo?
Invece di riflettere su quelli che sappiamo bene essere i nostri errori di genitori (perchè se mentiamo vuol dire che sappiamo cosa vorremmmo/dovremmo fare) nascondiamo spudoratamente le nostre pseudomancanze dietro una menzogna?
Ma lo sapevate che i nostri figli non vogliono genitori perfetti? Se voi aveste un modello perfetto al quale sapete di non potervi paragonare: lo seguireste? no. I nostri figli ci chiedono di essere genitori imperfetti per somigliarci e per averci come guida. Sapevatelo.
L'importante è insegnare ai bambini a rialzarsi quando cadono e a chiedere scusa quando sbagliano. L'importante non è insegnare loro a non sbagliare e a non cadere. Sapevatelo anche questo.
aspetto i vostri commenti in proposito!!!

mercoledì 10 novembre 2010

Nessun compromesso

Amiche tutte,
questo post rappresenta il mio tributo alla chiarezza in un blog che considero il "diario di bordo" della mia vita. Ne ho sempre avuto uno cartaceo, da quando avevo 6 anni e mezzo. Certo che qui mi trovo molto più a mio agio e ormai è più di un anno che son qui con un entusiasmo via via crescente per le soddisfazioni che questo blog mi da ogni giorno!
Nella mia vita ho svolto tutti i lavori che potete immaginare: dalle pulizie delle scale, passando attraverso un call center, tata, animatrice, gelataia...e poi tutto il resto...
Non ho avuto una vita facile, anzi...però ora credo che tutti i miei trascorsi mi abbiano portato qui così, come sono oggi...e accetto anche l'inaccettabile del mio passato perchè oggi sono una donna felice e sicura di sé.

In questi ultimi mesi è accaduto di tutto professionalmente parlando. Da Venerdì ho un contratto a tempo indeterminato part time come volevo io, 4 giorni a casa e uno in ufficio, con la società Il girotondo che seguo dal 2004...
e poi, nel frattempo, sto collaborando con zero6 bambini al potere a vari progetti ludico-didattici destinati ai bambini, sto scrivendo un altro libro con newton compton editori e...udite udite...sono la socia fondatrice di una nuova onlus chiamata Le nuove mamme che ha come scopo principale quello di creare un mondo mum friendly . Il sito è ancora in costruzione ma presto avremo novità.
A
Su questo blog continuerete a non trovare pubblicità, ci sarà sempre candy candy...oppure Pippi calzelunghe...magari Heidi...Tutti i progetti a cui collaboro hanno un filo conduttore: progettare attività ludico-didattiche rivolte ai bambini da svolgere insieme ai genitori. Tutto il mio credo pedagogico messo nero su bianco, approvato e realizzato. come voglio io. senza compromessi.
Collaboro anche con la libreria centostorie di Roma, dove tengo laboratori creativi con cadenza settiamanale, collaboro con Pianetamamma come pedagogista, con il blog di Newbabyberry.
E poi c'è la formazione con Man power!!!

Sembrano tante cose tutte insieme ma vi assicuro che svolgo la maggior parte delle mie mansioni tra le 9 e le 13 e ogni tanto durante serate come questa in cui matteo dorme e Andrea è fuori...
Sono convinta che tutte queste attività vadano d'amore e d'accordo perchè ad unirle c'è la mia grande passione per il mondo dell'infanzia, c'è la mamma che è in me che dà consigli alla pedagogista e quella str...della pedagogista che, finalmente, asolta la mamma.

mercoledì 20 ottobre 2010

...nei miei panni...


In questi giorni, sul web e nei forum, un argomento sta facendo discutere molte mamme:
lavorare a casa è possibile?
avere il part-time?
meglio lavorare in ufficio o da casa?
Da ieri sono rientrata nel mio vecchio caro verde camice del girotondo, l'azienda con cui collaboro da anni e per la quale sono coordinatrice delle attività didattiche.
In questi mesi ho lavorato da casa, dietro le quinte, ho partecipato a gare e concorsi per loro conto, ho redatto programmi didattici, ma, fino a ieri, non avevo avuto il contatto con i bimbi e con i genitori.
Ieri c'è stata la prima riunione in un nido. Non ero convinta di andare. Avevo mille dubbi, qualche incertezza..beh, è andata alla grande!!! Ho tenuto una riunione veramente interessante, spiegando cosa fanno i bambini, perchè ho scelto per loro quel tipo di attività...oggi ho avuto riunione alla scuola dell'infanzia e...ero gasatissima!!! stesso effetto...domani pomeriggio ne ho un'altra e...ho riscoperto qual è l'importanza dell'andare in "ufficio" e del lavoro part-time.
Essere sul campo con questa sorta di part-time trasversale, mi permette di avere un contatto diretto con i bimbi, con le insegnanti e con i genitori, mi permette di ritrovare quelle espressioni che si usano nel "gergo" e che non si utilizzano nel linguaggio comune.
e sapete che vi doco?
mi è mancato tutto questo.
Sono felice di essere tornata!!!
ora ho chiesto di più. voglio tenere un corso di formazione per tutte le insegnanti sul tema della creatività...1 volta al mese, di sabato, per 4 ore. Quel linguaggio lo stavo perdendo. Espressioni come "coordinazione oculo manuale" "motricità fine" "pregrafismo" erano chiusi nel dimenticatoio...
E dunque un part time va bene, lavorare da casa va bene...ma l'ufficio ti da quella verve che altrove non hai!!!


mercoledì 1 settembre 2010

Come rientrare nei ranghi senza traumi

Mentre la mamma è totalmente a terra, priva di forze e ancora in lacrime, la pedagogista è iperattiva. Oggi ha ripreso i pieni poteri nelle sue scuole preferite, ha incontrato le maestre, supervisionato gli inserimenti, parlato coi genitori più ansiosi ed è qui, pronta per i consigli sul rientro a scuola.
Da oggi, fino al 15 settembre, ogni giorno ci sarà un post dedicato alla scuola e a come affrontare con serenità questo momento delicato.
ecco il primo post:

Primo Settembre 2010
Consigli per gestire la quotidianità

Settembre è un mese difficile da affrontare: finiscono le vacanze estive e ricomincia la scuola.
I giochi spensierati sulla spiaggia sono finiti e la routine quotidiana torna a farci compagnia.
I bambini risentono moltissimo del cambiamento nelle prime settimane poiché sono molto abitudinari. Come aiutarli a vivere con serenità il cambiamento?
Nei prossimi gironi affronteremo le tematiche legate al rientro a scuola con uno sguardo particolare al benessere dei più piccini.
Intanto ecco alcune regole da seguire per un rientro sereno:
•    Stabiliamo un orario per svegliarsi al mattino, il più vicino possibile all’orario in cui i piccoli dovranno alzarsi per andare a scuola.
Almeno una settimana prima del rientro in classe, mettiamo la sveglia alle 7:30 in modo che i piccoli avranno tempo di riabituarsi ad un orario abitudinario.
•    Facciamo fare ai bambini una buona colazione
Troppo spesso i piccoli arrivano a scuola senza aver mangiato nulla al mattino. E’ un’abitudine scorretta poiché c’è bisogno di energia per affrontare le prime ore della mattinata fino all’arrivo della ricreazione.
Come mamma capisco che la colazione richiede almeno un quarto d’ora in più. Già svegliarsi è dura, poi lavarsi, vestirsi…i bimbi sono svogliati e chiedono tempo per svolgere tutte queste azioni, un tempo che, spessissimo, non abbiamo a disposizione.
Proviamo a preparare la cartella la sera prima, sistemiamo su una sedia accanto al letto i vestiti da indossare, facciamo scegliere ai bambini il tipo di colazione che preferiscono in modo che poi mangeranno volentieri. Va da sé che ai bambini va data un’alternativa sana e nutriente e che non possono scegliere patatine fritte a colazione!
Il mio ometto ha quasi 3 anni e non beve latte da quando ho smesso di allattarlo a 12 mesi.
Per lui, al mattino c’è uno yogurt o succo di frutta con biscotti.
•    Diminuiamo il tempo che i bambini trascorrono davanti alla tv ed ai videogiochi proponendo giochi da tavolo in modo che ritornino tra i banchi di scuola avendo già ripreso il tempo della concentrazione.
Offriamo loro dei giochi che li stimolino ma che li facciano stare seduti, proprio come a scuola: puzzle per i più piccini, un bel disegno, inventare una storia e disegnarla, per i più grandicelli, compiti veri e propri per i bimbi in età scolare.
•    Stabiliamo un orario per la cena e per la nanna e cerchiamo di rispettarlo per le 2 settimane precedenti al rientro a scuola
I piccoli non vorrebbero mai andare a letto. Decidiamo una routine serale tipo: bagnetto, cena, giochi “liberi” e poi pigiamino, e tutti sul letto a leggere una storia.

Buon rientro a scuola bambini!!!


A cura della pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca

venerdì 23 luglio 2010

educazione

Come genitore cerco di educare al meglio mio figlio. 
E non è detto che ciò che è il meglio per me sia in assoluto generalizzabile e univoco. è vero che il mio mestiere di pedagogista impone degli standard qualitativi e quantitativi...ma a casa cerco di lasciare la pedagogista fuori dalla porta in modo da compiere sbagli come tutte le mamme del mondo.
In casa mia vige un metodo, chiamato "delle cinque regole".
Matteo ha quasi tre anni e sono dell'idea che più di cinque regole non abbiano senso.
Le mie norme sono chiare e semplici, fin da quando era piccolo ho cercato di mantenere inalterati e coerenti i miei divieti, li ho scelti con cura fra le cose pericolose, quelle indesiderate, e quelle "etico-morali".
e dunque eccole qui:
1) A tavola si mangia seduti, composti, si partecipa alle chiacchiere conviviali, si aspetta che tutti abbiano finito (salvo chiedere "posso scendere") e si assaggiano tutti i cibi che la mamma propone: se c'è qualcosa che non ti piace, dopo averla assaggiata, basta dire:"non mi piace".
2) Non si litiga con i bimbi: non si picchia non si urla contro di loro, non si morde, non si spinge...se c'è qualcosa che non va basta chiamare la mamma o la maestra e raccontare l'accaduto (matteo parla in maniera corretta e comprensibile da quando aveva meno di 2 anni)
3) Se mamma dice no è no. questa è la regola che riesco a far rispettare di meno.

4) Chiedere sempre le cose per favore e ringraziare quando le hai ottenute.
5) in macchina si sta sul seggiolino, senza se e senza ma.



Questo post partecipa al
blogstorming

venerdì 28 maggio 2010

lavori, lavoretti e lavorini!!!

Stamattina mi sono svegliata prestissimo, mi sento emozionata come alla vigilia della prima gita scolastica. oggi pomeriggio c'è l'inaugurazione dell'asilo presso il quale lavorerò.
Ieri, con le colleghe, abbiamo arredato le stanze, disposto i giochi, montato mobili, scaffali, armadietti, appendini...oggi pomeriggio farò tantissime foto in modo da poter postare, concretamente, in pratica e nella vita "reale" il mio credo pedagogico!
per l'inaugurazione ho preparato questo pannello da appendere nella classe della scuola dell'infanzia. Ci sarà una sola classe, eterogenea, poichè credo fermamente che la divisione in fasce omogenee per età non tenga conto delle reali esigenze dei bambini. I più grandi imparano ad aiutare i piccoli, si sentono più autonomi e le maestre delegano loro dei piccoli compiti di aiuto nella classe (portare il carrello delle stoviglie, pulire i pennelli in bagno, aiutare i piccoli ad indossare i bavaglini) e i piccoli giovano dell'emulazione naturale dei più grandicelli.
La didattica verrà, ovviamente differenziata con la divisione in piccoli gruppi ma tutte le attività saranno modulate ad hoc per essere svolte insieme.
ecco il pannello
vi piace?
La mia cara amica Swamy, abbinata segreta dello swap dell'ospitalità, mi ha rallegrato la settimana inviandomi questo pacchetto:
e il suo delizioso fuoriporta fa bella mostra di sè
E poi, la mia maestra di Pachwork, Ilaria, m ha insegnato la tecnica dell'appliquè che ho subito apprezzato molto! per cominciare ho realizzato questo strofinaccio con le presine abbinate
e poi sono riuscita, finalmente, a preparare lo swap cucire tilda 12 mesi
I fiori sono realizzati con la mia dolce big shot...ma questo argomento merita un discorso a parte!!!
Buon week end creativo a tutti!!!

martedì 25 maggio 2010

a proposito di scuola

Oggi ho ufficialmente ricominciato a lavorare...
Ho dismesso i tailleurs color pastello della pedagogista professionale che andava a elargire consigli e segreti di scuola in scuola e ho indossato il comodo camice della maestra...
le mie mani sono tornate a sporcarsi, la mia schiena a chinarsi, la mia creatività pratica e artistica si è risvegliata e i fiori sono comparsi su pareti e fogli, su mobili e scaffali, farfalle colorate, uccellini variopinti, tenere nuvolette...una scuola nuova, che aprirà sabato le porte ai bambini, una scuola iperaccessoriata e con tante attività libere e strutturate.
Una scuola come io desidero dove i bambini potranno sviluppare la loro creatività, il loro potenziale, dove la manipolazione e i travasi, la pittura a dita la drammatizzazione e la serenità la faranno da padroni.
La parola d'ordine di questa mia nuova esperienza sarà DOCUMENTARE per poi analizzare e valutare.
Da Settembre avrò la classe dei lattanti che porterò fino all'ultima classe della scuola dell'infanzia: da zero a sei anni.
Mi sento carica di energie anche se un pò mi costa rinunciare al mio ruolo coordinatrice.
Ma questa scuola è vicina, Le mie datrici di lavoro hanno da poco compiuto 30 anni e sono entrambe maestre, mi piacciono molto tutte e due.
E poi il contratto che avrò sarà uno dei migliori contratti scuola, a tempo indeterminato come volevo io e, soprattutto, part-time dalle 9 alle 14.
Oggi ho sistemato la mia classe, dipinto l'atrio e il corridoio, nei giorni precedenti avevo aiutato a disporre i giochi da esterno, li avevo puliti e montati, avevo fatto uno smistamento dei giochi che andavano nelle varie classi e redatto Pof e prezzario.
Ma mi mancheranno le maestre del Girotondo, mi mancheranno le maestre del centro educativo madonna degli angeli.
Sacrifici e compromessi professionali per dedicare più tempo alla mia famiglia.
Ne vale sicuramente la pena.

lunedì 24 maggio 2010

CHIUDIAMOLA DEL TUTTO LA SCUOLA NO?

e facciamo 12 mesi di vacanze così l'economia si riprende: ma andate a sparare le vostre baggianate altrove!!!
A volte rimango senza parole perchè questi politici si arrampicano sugli specchi con le unghie e coi denti.
La notizia è di ieri, Il senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) ha proposto la riapertura delle scuole il 30 settembre, anche per dare una mano all'industria turistica. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è aperta all'ipotesi, ovviamente, quando si tratta di tirare ganci destri alla scuola pubblica lei non si tira mai indietro!!!

Allora mi chiedo:
Le direttive europee parlano di 200 giorni di scuola...ignoriamole.
I programmi scolastici non vengono mai terminati in tempo perchè non c'è tempo. Ignoriamo anche questo
chi pagherà 4 mesi di ferie alle maestre?
Ma soprattutto: cosa faranno i nostri figli in quei 4 mesi di ferie? chi pagherà centri estivi e baby sitter?
QUI STIAMO IMPAZZENDO

domenica 9 maggio 2010

io non dimentico


Cinisi 32 anni dopo, nasce la Casa dei cento passi



Saranno consegnate oggi, in occasione del 32esimo anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, le chiavi dell'edificio dove viveva Tano Badalamenti all'associazione che porta il nome del militante di democrazia proletaria ucciso 9 maggio del '78 proprio su ordine del boss mafioso di Cinisi.
La cerimonia si svolgera' al termine del corteo per ricordare Impastato che quest'anno prolunghera' di cento passi (come il titolo del film) il suo percorso, fino a fermarsi davanti alla palazzina di corso Umberto nella quale Badalamenti abitava, a poca distanza dalla casa di Impastato.
Io non dimentico...