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mercoledì 14 agosto 2013

La costiera sorrentina

Ci sono dei posti che ti restano nel cuore.
Posti in cui ti fermi e dici:"vorrei essere qui, di nuovo, tra dieci anni..."
E' quello che è accaduto a me in questi giorni.
Sono tornata dalla mia amica del Bellaria relais  dopo 3 anni e sono tornata dopo 12 anni sulla costiera amalfitana, a Positano.
12 anni orsono, durante la prima vacanza col mio compagno Andrea, avevo visitato tutta la costiera, da Amalfi a Positano.
Avevo trascorso dei momenti indimenticabili e tornare sulla costiera Amalfitana con Matteo è stato molto emozionante!
E la mia amica che non vedo mai ma con la quale sono sempre in contatto, è stata una conferma di quanto sia potente la rete che fa trovare sinergie virtuali che si trasformano in amicizie reali!

E la costiera sorrentina offre numerosi luoghi da visitare al pari della gemella amalfitana.
Noi siamo stati a Cala di Puolo, bandiera blu 2013, a Meta e Sorrento, Dall'altra parte abbiamo visto Positano e ora andremo alla grotta azzurra.
Ecco qualche foto

 
la nostra stanza con cucina e giardino privato



l'area bimbi
 
Positano



Massa Lubrense


Cala di Puolo

Meta, Sorrento


domenica 26 febbraio 2012

Una gita speciale: il nidino va ad explora



Una esperienza davvero emozionante: i piccolissimi del nidino (asilo nido in famiglia di cui vi ho parlato qui) in gita!

Con l'educatrice abbiamo pensato a tre uscite da fare durante l'anno: una era questa, poi ci sarà il bioparco e la gita al mare.

I bimbi erano entusiasti all'idea di prendere l'autobus insieme e si sono fatti legare nei seggiolini (portati dai genitori) senza problemi.
Il viaggio è durato pochi minuti e tutti si guardavano intorno incuriositi.
Arrivati all'interno di explora siamo andati nell'angolo dell'orto e i piccini continuavano a ripetere:"che bello, che bello!!!" riempivano i cestini con la frutta e la verdura e poi rimettevano tutto in ordine!

Poi siamo passati ai travasi con l'acqua nel vascone centrale saltando tutta la parte dedicata ai bimbi più grandicelli.

Infine ci siamo diretti al piano superiore dove è allestito uno spazio apposito per i piccoli esploratori da zero a 3 anni.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla risposta entusiasta dei bimbi. Erano proprio felici di condividere quello spazio e si chiamavano a vicenda ogni qual volta scoprivano un nuovo stimolo da esplorare.
Vi lascio qualche foto della bellissima gita


Specchi


Area tattile

mongolfiera

sentire coi piedi

Area dei profumi





 


lunedì 16 maggio 2011

incredibile we!

La rete delle mamme blogger (& friends!) è una realtà alla quale sono stata introdotta da pochissimo tempo. La prima volta ho incontrato alcune blogger romane ed è stata una esperienza davvero unica, una cena a tema che ha dato un volto, una voce e una diversa familiarità ai pensieri che ero solita leggere nei blog. Stavolta ho parteciapto ad un week end organizzato tra blogger romane e milanesi. 30 adulti e 35 bambini tra 2 e 13 anni. Campagna fiorentina, prati a perdifiato, piscina (gelida per genitori coraggiosi) cucina deliziosa e ambiente stimolante.
Gruppetti spontanei di persone che conversavano amabilmente degli argomenti più disparati, bambini lasciati liberi di correre e giocare con terra e brecciolino, donne di tutte le età, manager o casalinghe, che sanno passare con disinvoltura dal karaoke alle percussioni, dai balli latino americani alla danza del ventre, nessuna regola precisa, nessun argomento preimpostato...solo tanta voglia di confrontarsi, rilassandosi, tra un bicchiere di chianti e un biberon di latte...



domenica 17 aprile 2011

cuccia per gattini fai da te con foto tutorial

volevo fare una cuccetta per il mio micino, volevo che fosse comoda e confortevole...volevo che lui si sentisse un re...ma il micetto non ce l'ha fatta. purtoppo il giorno dopo mi sono svegliata, gli ho dato il latte e dopo 10 minuti, quando son tornata era senza vita. Un dolore sordo..ma vi lascio lo stesso il fototutorial...

occorrente:
una scatola da scarpe di cartone
imbottitura
colla a caldo
vecchi stracci
plastica trasparente da imballo (tipo quella delle calze)
parte di cuscino antisoffoco

prendere le parti laterali della scatola e tagliarle alla stessa altezza (più o meno 8 cm)

tagliare la stoffa da imbottitura a filo con i laterali della scatola
incollare l'imbottitura ai laterali della scatola e poi foderarli con parti di strofinacci usati avendo cura di lasciare una parte aperta per poter sfoderare il tutto e lavarlo all'occorrenza


 incollare il tutto al fondo della scatola con abbondante colla a caldo
 soprattutto per far curvare il tutto negli angoli
 foderare il fondo con la plastichina delle calze (o quella della tintoria) in modo che non si bagni
 foderare una parte di cuscino (io avevo quello antisoffoco ma va bene uno qualunque) con la stessa tecnica
 e poi rivestire il tutto con lo strofinaccio
 questo era il mio gattino che ci stava come un re!
 l'ultimo scatto...


domenica 10 aprile 2011

Kiwi

Avevo detto che non avrei mai più avuto un gatto dopo aver perso lei!
Micia era arrivata abbandonata davanti alla mia porta, una gattina meravigliosa che pesava meno di un kilo.
Micia non aveva una zampa, forse l'avevno abbandonata per quel motivo...
l'hanno avvelenata quando i suoi cuccioli avevano circa 1 mese...così ho cresciuto e svezzato i cuccioli e poi, mio malgrado, li ho dati in adozione. Avrei voluto tenerli ma erano troppo esuberanti e nel condominio in cui vivo hanno fatto fuori tutti i gatti con le polpette avvelenate...


Sabato sera sento miagolare davanti alla mia porta. Vado ad aprire e trovo una pallina da tennis di pelo rosso che piange così forte e in maniera talmente accorata che non può passare inosservata!
Lo prendo. Lo copro e lo porto in casa...erano settimane che Matteo mi chiedeva un gatto!
Ma questo cosetto rosso pesa solo 212 gr e non so esattamente cosa fare con lui. Così mi affido al web e trovo il sito di micimiao con tantissime info utili!

Oggi lavoro tutto il giorno e non riesco a portarlo dal veterinario. Lo porterò con me però, domani mattina invece lo porto in ambulatorio e lo faccio visitare. Nel frattempo chiunque avesse consigli utili e li postasse mi farebbe un grosso favore!

mercoledì 16 marzo 2011

lo so...non si fa... ma è stato più forte di me!!!

In questi giorni sto chiudendo un contratto importante per la società con la quale lavoro e viaggio in treno quasi ogni giorno...
La situazione della linea Velletri-Roma, che passa a 100 mt da casa mia, è indecente: sembriamo tanti zombie incartapecoriti stipati in un carro bestiame, a volte senza riscaldamento, altre senza bagni e non si può nemmeno scendere da tutte le carrozze alle fermate perchè la banchina è più corta del treno. Su una tratta della durata di 25 minuti, ci sono, in media, almeno 10 minuti di ritardo, ogni giorno...Stamane, siccome qui è piovuto molto e i treni erano tutti in forte ritardo, ho preso il treno dalla stazione di Ciampino dove passano più convogli che alla mia fermata. Inutile dire che ho trascorso 20 minuti, tanto impiega il treno ad arrivare alla stazione centrale, in piedi, stipata come una sardina maledicendo le ferrovie dello stato...insomma, ve lo racconto per giustificare il mio folle gesto..al ritorno, sul treno Roma-Ciampino, il controllore riesce a passare perchè il convoglio è semivuoto e ferma un ragazzino, avrà avuto si e no 16 anni, con il biglietto timbrato 2 volte...cominciano a discutere e il controllore dice al ragazzino che gli farà la multa di 500 euro, che il suo comportamento non è giustificabile, che certe cose non si fanno e che i suoi genitori si dovrebbero vergognare...Io stavo per scendere alla mia fermata, passo nel corridoio tra il controllore e il ragazzino, faccio vedere il biglietto al controllore e faccio l'occhiolino al ragazzino. dopodichè lascio cadere l'ombrello, il controllore si china a raccoglierlo e ficco in mano al ragazzino il mio biglietto timbrato. Il cuore mi batteva a cento al'ora. Sento il controllore che dice al ragazzino:"per stavolta ti sei salvato" proprio mentre scendo dal treno...insomma, lo so che ho fatto una cosa sbagliatissima,  ma se al posto del ragazzino ci fossi stata io, il controllore non avrebbe mai avuto l'opportunità di parlarmi in quel modo e con quella saccenza. Sicuramente avrei ribattuto, tirato fuori leggi e normative, mi sarei fatta giustizia in qualche modo...gli avrei detto che c'è l'opportunità di pagare il biglietto maggiorato direttamente a lui... La conoscenza, in ogni sua forma, da ad ognuno di noi la forza di reagire alle situazioni di ogni giorno senza farci sentire sottomessi da persone che approfittano di noi e delle nostre debolezze. E quel ragazzino...avrà anche sbagliato ma io, sinceramente, l'ho capito e giustificato.

mercoledì 23 febbraio 2011

Grazie Simona M.

Non ho mai postato le numerose mail che ricevo ogni giorno, nè ne ho mai fatto menzione. Cerco di rispondere sempre a tutti e, se qualcuno mi sfugge, perdonatemi e scrivetemi di nuovo.
Questa mail, però, mi ha proprio colpita e mi ha riempito il cuore di gioia! sono sicura cara Simona, che, molto presto ritroverai la tua strada perchè le scelte fatte col cuore come la tua, alla fine vengono sempre ripagate. Questo momento di nostalgia che stai vivendo ti aiuta di certo a capire sempre più l'importanza della tua "vocazione".
grazie per avermi scritto!

"Gentilissima Dottoressa Mariaelena,
mi chiamo Simona e ho 28 anni. Perchè le sto scrivendo?!? Semplicemente per farLe i miei più sentiti
complimenti!! Ho scovato il suo blog nel mare di internet da pochissimo tempo (e non ricordo neppure bene come ho fatto!) ed è stata una piacevolissima scoperta! Sono una maestra d'asilo e, anche se al momento sono disoccupata, amo i bambini e il loro universo e mi piace guardarmi in giro per tenermi informata, avere sempre nuovi spunti e nuove idee...non si sa mai che possa tornare in campo!! ...però per ora sono disoccupata...diciamo per scelta! Infatti circa 2 anni e mezzo fa ho lasciato, per amore (cosa non si fa per ascoltare il cuore!!), Brescia, la mia città, per trasferirmi in un paesino abruzzese, lasciando tutto quello che avevo (compreso il mio adorato posto di lavoro...oltretutto a tempo indeterminato: accidenti!! Questo è l'unico vero rimpianto che ho!!!). E' stata una scelta dura, anche perchè ho sempre amato il mio lavoro...credo di far parte di quelle insegnanti che la mattina vanno a scuola per passione e non per dovere, per una sorta di "vocazione" e non per riportare a casa uno stipendio (misero) alla fine del mese. Ho sempre sostenuto che la soddisfazione più grande nell'essere una maestra d'asilo sta nella gioia di quelli che io ho sempre definito "i miei bambini" quando la mattina arrivano in quelle aule tutte colorate con un bel sorriso
stampato sulle labbra...felici di iniziare una nuova giornata insieme!!...ma torniamo alla realtà: ora vivo in un bel posticino tra le montagne dell'Abruzzo, lontana però anni-luce da quelle che erano le mie abitudini, la
mia mentalità e il mio stile di vita... Qui mi sento quasi un'eccezione, la nota fuori dal coro...sia per quanto
riguarda la mia professione, che è quasi un'utopia pensare i svolgere da queste parti (qui per esempio non sanno neppure che cos'è un "nido", e basti pensare che il più vicino è a circa 60 km da dove abito, e la scuola dell'infanzia è vista solo ome un grande parcheggio dove lasciare i bambini...ma tutto questo
meriterebbe una mail a parte!!!), sia per quanto riguarda la mia personalità... Perchè Le sto scrivendo? Perchè leggendo le pagine del suo blog mi sono ritrovata nei suoi pensieri, nel suo stile educativo, nel suo modo di vedere le cose e il mondo...ho letto, letto, e letto ancora...e più leggevo e più ritrovavo le mie stesse idee (logicamente non in tutto, ma su moltissime cose sì!) ...ed è bello sapere che c'è qualcuno che la pensa come te!!...è bello non sentirsi così "diversa" ma condividere la propria opinione con qualcuno!! E' per questo che Le sto scrivendo: per dirLe GRAZIE per potermi rispecchiare nelle sue parole e per farmi sentire un po' meno "strana" in questo piccolo paese dove gli occhi altrui mi vedono come una marziana appena atterrata sul pianeta Terra (anche se il giudizio degli altri non mi ha mai scalfita!), magari solo perchè non amo uniformarmi al pensiero della gente perchè "così si deve fare...così si è sempre fatto", o perchè non mi piacciono stereotipi e convenzioni, o ancora perchè voglio continuare a sperare che possa cambiare
qualcosa in questo posto dove tutti hanno perso la voglia di credere e di combattere per portare avanti le proprie idee (perchè spesso è più facile rassegnarsi alla realtà che lottare per cambiarla)...e così mi guardano come un'aliena magari solo perchè decoro le finestre di casa in occasioni anche diverse dal Natale (e a quelle persone vorrei poter dire "se vi meravigliate delle finestre dovreste vedere l'interno della casa!"...mi sa che prima o poi attaccherò un bel cartello sulla porta con qualche frase tipo questa!!), o perchè chiedo a gran voce che si possano realizzare strutture per l'infanzia (e in questo caso la richiesta la faccio sempre da probabile futura utente e non da maestra in cerca di lavoro!), o perchè mi meraviglio nel vedere bambini di
6-7 anni che passano i loro pomeriggi chiusi nei bar... perciò GRAZIE! ...per la felicità di sapere che c'è qualcuno che la pensa come me!!

...e scusi per il tempo che Le ho rubato...

sabato 19 febbraio 2011

16/02/06 condividiamo il dolore per apprezzare la gioia

Una data importante qui.
Una data che ha segnato una svolta dolorosa nella mia vita e in quella della mia famiglia.
Era Carnevale, Andrea ed io andammo ad una festa, ci divertimmo parecchio, al ritorno, mentre andavamo a casa in macchina chiacchierando allegramente del più e del meno, un grande boato, l'auto fece 2 giri su se stessa, finì addosso ad un guard rail...un cretino, che dai successivi rilevamenti dei carabinieri risultò viaggiare a 140km orari, a fari spenti, non si fermò allo stop, non frenò nemmeno e ci prese in pieno...dalla mia parte. Lo sportello rientrò di 30 cm. Avevamo una focus all'epoca.
Quella mattina, una mattina qualunque di un giorno qualunque uscimmo di casa e non vi rientrammo per 4 mesi. Quattro lunghissimi mesi che segnarono una svolta.
Subito dopo l'impatto mi resi conto di non riuscire a repirare. Nell'urto violentissimo, la cintura di sicurezza mi aveva compresso lo sterno, mi toccai il naso e pensai "ho ancora la faccia" poi mi girai verso Andrea, alla guida, e gli chiesi con l'ultimo respiro:"stai bene?" poi ho un momento di vuoto totale...il ricordo che ho subito dopo è un respiro di aria gelida...Andrea, al quale era scoppiato un femore, in una spirale di paura, mi aveva tirata fuori dall'auto, non si sa come abbia fatto...e subito dopo lo vidi scivolare lentamente in un fossato...l'ambulanza arrivò immediatamente. Mi raccolsero con il "cucchiaino" e l'infermiere mi disse dopo aver visto la macchina:"se sei viva è un miracolo"...mentre mi caricavano nell'ambulanza uno dei portantini inciampò in un filo spinato e cadde a terra...con tutta la barella, con me sopra legata come un salame...il pensiero di essere separata da Andrea, di non sapere cosa mi aspettava, cosa aveva lui, mi faceva impazzire. non ricordo il dolore, solo tanta rabbia dopo che l'infermiere, al quale avevo chiesto le condizioni di Andrea mi disse che non sarebbe venuto nello stesso ospedale perchè "non si portano due urgenze nello stesso pronto soccorso." Piansi tutte le mie lacrime. Chiesi di chiamare i miei genitori ma l'infermiere mi disse che era meglio se li chiamavo dopo le lastre e la visita al ps.
Una volta al ps la mia gamba dx non si muoveva più. Il dottore di turno non si accorse delle 5 fratture al mio bacino, nonostante lamentassi dolore alla mano sx (la mano con cui scrivo) non mi fece nessuna lastra. Solo la gamba che non si muoveva era interessante e non essendo fratturata nessuno capiva cosa avesse.
Mentre aspettavo arrivarono i miei genitori. Li aveva chiamati Andrea. Erano mezzi morti di paura. Erano passati sul luogo dell'incidente e pensavano di trovarmi più morta che viva. Alle 5 del mattino mi trovarono un posto letto, mi diedero 20 gocce di valium per calmare il dolore e farmi riposare e mi portarono in reparto. Solo il dottore che arrivò il lunedì mattina capì cosa avevo e cosa mi stava succedendo. Avevo 5 fratture al bacino, frattura dell'osso sacro, frattura del dito pollice della mano sinistra e stupor nervis, trauma del nervo sciatico dx che non faceva muovere la mia gamba.
In ospedale si perde la dignità. Si perde l'identità. E in quel letto d'ospedale sarei rimasta immobile per 2 mesi. Dopo 10 giorni mi trasferirono in una clinica per la riabilitazione...e nella stessa clinca, dopo un'operazione di ricostruzione del femore, arrivò anche Andrea. Ma non potevamo vederci. Lui era nella camera degli uomini. Io in quella delle donne. Darci una stanza in cui stare insieme era fuori discussione. 2 mesi, lunghissimi, frustranti, dolorosissimi. Nonostante nessuno di noi fosse autosufficiente, dopo 2 mesi di clinica ci dimisero. E mò? Non essendo autonomi non potevamo tornare a casa nostra. Così Andrea andò dai suoi e io dai miei. Non vivevo coi miei da quando avevo 20 anni, da quando ero andata via di casa. La convivenza forzata fu un trauma nel trauma. I miei genitori, mia sorella e mio fratello sono stati un grande supporto morale. Ma io non sopportavo quella condizione di infermità e non sopportavo la vicinanza di nessuno. A Maggio, quando avevo ricominciato a muovermi con le stampelle, mia madre mi portò nella mia adorata Palermo, per farmi distrarre un pò. A Giugno tornai a casa con Andrea. Facemmo festa!!! Mio fratello, che aveva appena finito la scuola, venne a vivere con noi, affittammo obrellone e sdraio in uno stabilimento balneare e tutti i giorni andavamo al mare. Si sa che prendere il sole fa bene alle ossa. Andrea si muoveva con la sedia a rotelle...fino a Settembre gli era proibito poggiare piede a terra.
A causa delle mie fratture e del trauma al nervo sciatico che, ancora oggi, mi impedisce di muovere correttamente la gamba, non potrò mai avere un parto naturale, e allora benvenga il cesareo. A causa di quell'incidente non potrò fare mai fare l'epidurale, non ho spazio fra le vertebre...non potrò mai sentire il primo vagito dei miei figli. Ma poco importa. Questa esperienza mi ha insegnato a vivere ogni giorno pienamente, ad amare il mio compagno teneramente, ad essere sempre positiva e propositiva, ad avere sempre il sorriso stampato sul viso perchè ora vivo la mia vita diversamente, con la consapevolezza che i problemi si risolvono, che tutto passa e che le avversità non mi fanno più paura.