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lunedì 16 giugno 2014

Arno Stern, dipingere per imparare ad essere

ARNO STERN E "IL CLOSLIEU" - Oggi voglio parlare di Arno Stern, ricercatore francese che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della traccia naturale, ha creato nel 1946 uno speciale spazio di pittura che favorisce la libera espressione e lo ha chiamato “il Closlieu” (luogo chiuso, protetto).

Vorrei ce ne fosse uno in tutte le scuole, a partire dalla prima classe del nido per finire con l’università
LA STORIA DEL CLOSLIEU - Tutto inizia nel 1949 a Parigi, dove Arno apre il suo primo atelier di pittura. Lo chiama «Closlieu»: un luogo chiuso e privilegiato, dove temporaneamente ci si separa dalla realtà esterna.  Un ambiente discreto, in cui l' unico scopo del dipingere è il proprio piacere. Senza giudizi, senza domande, senza finalità. Alla base di questa esperienza c' è l'intuizione che la libertà d' ispirazione, coltivata in uno spazio protetto, favorisca la spontaneità dell' espressione. Dipingere nel Closlieu dunque «rigenera le facoltà creative, dando slancio ad ogni individuo affinché utilizzi le sue capacità e diventi autonomo», afferma Stern. E aggiunge: «Si pensa che con un pennello in mano il bambino impari a disegnare. Ma nel Closlieu, con un pennello in mano, il bambino impara ad essere» Questo spazio è particolarmente coinvolgente per l'atmosfera, per la luce che fa vibrare i colori, per le dimensioni ridotte che suscitano intimità e calore, per la grande “tavolozza” centrale che invita a prendere un pennello e intingerlo nel colore. Tutti questi elementi sollecitano in chi vi entra una forza d'attrazione molto intensa.


LA LIBERTA' E LA PITTURA - Il Closlieu è anche il luogo della continuità: sono presenti sempre gli stessi strumenti, gli stessi materiali, i gesti di chi dipinge e di chi conduce questa attività, che si ripetono all'infinito. Chi entra nello spazio di pittura scopre un luogo di libertà; il foglio bianco appeso alla parete consente a ciascuno (sia esso un bambino di 3 anni o adulto di 100) di esprimere liberamente in assenza totale di giudizio o interpretazione. L'uso corretto degli strumenti e il rispetto degli spazi sono regole semplici ma funzionali, che permettono di acquisire sicurezza e autonomia.

Vale ancora la pena di sottolineare che la proposta di Stern è molto vicina alle idee di Maria Montessori per l'assenza totale di giudizi e di stimoli diretti, per la modalità rispettosa verso le iniziative individuali, per il fatto di accogliere insieme bambini, ragazzi ed anche adulti senza che, proprio per lo stile di conduzione, i partecipanti scatenino competizioni, confronti, imitazioni. Insomma il Closlieu stimola l'attività individuale ed è un aiuto alla concentrazione in una situazione positiva di piccolo gruppo.

Come ricreare questo spazio in casa?

Semplicemente adottando il sistema della parete di sughero o di compensato se il bimbo è piccino, altrimenti sovrapponendo un cartellone piccolo su uno grande. Proteggete il pavimento.

Se volete, qualche anno fa, quando facevo l’educatrice al nido, ho messo i fogli attaccati sulle mattonelle del bagno in modo da essere già pronta a lavare i piccoli pittori!!! Siccome sono un po’ romantica, ho abbassato un po’ le tapparelle, acceso delle candele e messo un cd di Buddha bar…

Munitevi di un tavolino basso e riempite alcuni contenitori con le tempere. Fornite al bambino diversi strumenti con cui disegnare come spugnette, pennelli, timbrini etc… e lasciatelo libero di esprimersi…nella maggior parte dei casi il bimbo userà le dita.

Provate anche voi con lui…vedrete, sarà liberatorio!!!




mercoledì 5 marzo 2014

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martedì 3 dicembre 2013

Ghirlanda fuori porta con materiale di riciclo


Ecco un lavoretto da fare con l'aiuto dei più piccoli, richiede un pò di tempo ma è assolutamente favoloso! L'ho realizzato con l'aiuto dei bimbi "grandi" del nido, età 18/30 mesi.

-occorrente
  • colla vinilica
  • colla a caldo
  • spillatrice
  • glitter
  • tempera rossa
  • pirottino dei dolci
  • tappi di omogeneizzato
-realizzazione

Prima di tutto prendere tanti rotoli di carta igienica e colorarli di rosso sia dentro che fuori. questa è una operazione che divertirà i più piccini. Aspettare che la tempera si asciughi per bene.
Spillare i rotoli gli uni con gli altri fino a formare un cerchio.
Per nascondere il centro del lavoro prendere due pirottini dei dolci (o un cerchio di cartoncino) e ritagliarne i bordi nel modo che preferite.
Infine incollate con la colla a caldo sul pirottino un tappo di omogeneizzato e glitterate a piacere.

Noi ci siamo divertiti un mondo a realizzarlo. provate voi!

mercoledì 16 gennaio 2013

Gli album delle figurine: 5 giochi alternativi per utilizzarli

Quest'anno è la volta dell'album degli amici cucciolotti.
Sinceramente sono favorevole agli album delle figurine, ne ho avuti tanti da bambina e li adoravo, così anche per Matteo ho voluto tentare. Lo scorso anno avevamo l'album di harry Potter e quest'anno, visto che lui è più grandicello e i suoi amichetti hanno l'album degli amici cucciolotti, abbiamo optato per questo.
Certo che a guardarlo fa un pò paura: ci sono quasi 600 figurine.
Ma all'epoca di internet non spaventano più gli scambi: ormai anche on line si riesce a risparmiare scambiando doppioni.
E dunque:
1) valore aggregativo dell'album: non solo a scuola ma fra gli amici di tutte le età, avere un album uguale con le figurine da scambiare fa aggregare e conoscere i bambini.
2) valenza cognitiva l'album delle figurine non ha solo una valenza sociale ma anche cognitiva; intanto guardare l'album e ricordarsi le figurine facendo un rapido "ce l'ho, ce l'ho, mi manca" stimola la memoria visiva e la contentrazione. Inoltre, per chi sa leggere, le storie contenute negli album sono uno stimolo alla lettura.
3)  Giochi da fare con i doppioni: ve li ricordate? ogni giocatore, a turno, tira la figurina sul tavolo senza vederne il numero, il giocatore che ha il numero finale uguale a quello che è nell'ultima figurina sul tavolo vince tutto il mazzo!
4) coordinazione oculo manuale: Scartare la bustina, estrarre le figurine, staccare la carta e incollare CORRETTAMENTE la figurina sull'album sono un grande stimolo per la coordinazione oculo-manuale
4) conoscere i numeri e le sequenze numeriche: Matteo ha imparato a conoscere i numeri e le sequenze numeriche attraverso l'album già lo scorso anno. Ecco come:
dividere tutte le figurine in ordine di decine e centinaia (tutte quelle da zero a 99, poi 100-199 e così via)

 poi dividere le prime 100 e metterle in ordine
 poi cercare sulle pagine dell'album (ovviamente dalla prima pagina in poi, le figurine sono in ordine crescente) il numero corrispondente




 Buon divertimento!
Ps: se volete scambiare i doppioni degli amici cucciolotti scrivete alla mia mail mariaelena.labanca@gmail.com









domenica 20 marzo 2011

Mi costi decisamente la metà!!


Ho letto con orrore i dati riportati dalla ricerca di federconsumatori riguardo alla spesa da affrontare alla nascita di un bambino e per i primi 365 giorni di vita!Caspita! 6119 euro come minimo e 13 500 euro come massimo mi sembra un dato irreale ma che, forse, è il risultato del bombardamento mediatico che colpisce i neogenitori alla caccia dell’ultimo ritrovato per intrattenere il bambino o dell’accessorio indispensabile e all’ultimo grido.

Le pubblicità dei prodotti per la prima infanzia aumentano a dismisura e ogni neo mamma si chiede:”cosa può servire a mio figlio? Ma avrò acquistato tutto ciò che occorre?”

Ma questi costi possono essere dimezzati con un po’ di buonsenso. Perché, come racconto nel mio libro “101 giochi intelligenti e creativi da fare col tuo bambino da zero a cinque anni” i piccolissimi hanno bisogno solo dell’amore e dell’affetto della loro mamma e del loro papà, e di poco altro in più.

Partiamo con lo scardinare tutti i punti, uno ad uno, a partire con

ABBIGLIAMENTO 300€ annui contro i 948/2450 dello studio

Quando ero in gravidanza, prima del mio downshifting, ho acquistato l’impensabile. La maggior parte degli abiti che ho comprato a Matteo è stata regalata ancora con il cartellino. Soprattutto per quanto riguarda i primi 6 mesi, in cui la crescita del bambino è esponenziale e i regali per i neonati di parenti ed amici sono davvero moltissimi, consiglio di acquistare solo il necessario per la nascita e il corredino per l’ospedale.

Poi ho imparato ad acquistare e vendere su e-bay, sono entrata nel mondo del baratto e sono diventata barter su zerorelativo (oggi tante pagine sono anche su facebook) scambiando tutto l’abbigliamento e i giochi di Matteo e, da quando sono in downshifting, spendo circa 300 euro l’anno per vestiti e calzature. Ringrazio pubblicamente Federica, una persona conosciuta su e bay che mi vende gli abitini del piccolo Edoardo a prezzi irrisori e con la quale siamo diventate amiche. Sentirete ancora parlare di lei su questo blog prossimamente!!

PANNOLINI 100 euro annui contro i 600/990 dello studio

Inutile dire che acquistando i lavabili si spendono solo 100 euro per la scorta iniziale…io consiglierei a tutti di provare prima di dire che non vanno bene, che non sono comodi, che non fanno per noi. Eventualmente si può optare per utilizzare in casa i lavabili e fuori casa gli usa e getta… poi c’è anche il metodo dell’ elimination communication in cui, con molta attenzione, si riesce a fare a meno del pannolino già dai primi giorni. Conosco mamme di bambini che a 15 mesi sono già senza pannolino. Anche al nido, ormai, si accettano i lavabili.

FARMACI E VISITE MEDICHE

Su questi due punti sento di non potermi esprimere. Penso solo che una neomamma che non si senta tranquilla con il parere di un pediatra ha il diritto di consultarne un altro, anche a pagamento. I pediatri del servizio sanitario nazionale, per la mia esperienza diretta, sono tutti molto validi ma oberati. Per quanto riguarda i farmaci, non essendo un dottore, non posso dare giudizi e consigli. Magari, però, non abusiamone.

BAGNETTO, CREME E SALVIETTE meno di 100 euro l’anno contro i 140/326

La mia pediatra, madre di 5 figli al di sotto dei 10 anni, consiglia di lavare i bambini con l’acqua tiepida ad ogni cambio, senza saponi né creme. Questo perché la pelle del bambino non affetto da nessuna allergia o arrossamento, non necessita di protezione ma crea da sé una barriera. Le creme formano una barriera che impedisce alla pelle di respirare. Meglio l’olio di oliva per idratare.

LATTE, PAPPE E BISCOTTI 1630/ 3460

Sul latte in polvere non mi pronuncio. Ogni mamma ha il diritto di scegliere quello che le viene consigliato dal proprio pediatra senza sentirsi dire “si però la marca tot costa meno o è migliore”. Stessa cosa per il tipo di biscotti.

Penso invece che sia possibile evitare di acquistare pappe e vasetti già pronti a favore dei cibi freschi. Ormai la letteratura pediatrica va in questa direzione e non ci vuole molto per preparare da sé le prime pappe dei piccolissimi. Personalmente, quando ho svezzato Matteo e lavoravo ancora 12 ore al giorno, preparavo il bordo vegetale e i passati di legumi ogni domenica mentre il Sabato era destinato alla preparazione di omogeneizzati di carne. Poi congelavo tutto in vasetti monoporzione in modo che fossero già pronti da utilizzare. Se avessi un altro figlio, quasi certamente, utilizzerei i sistemi di auto svezzamento descritti in molti libri e blog che ho letto.

GIOCATTOLI ZERO EURO contro i 318/690

Qui mi sento veramente, vista la mia esperienza di pedagogista e di mamma, di commentare in maniera pesante: dai 300 ai 900 euro di giocattoli per un bimbo di nemmeno un anno mi sembra davvero troppo.

Nel mio libro racconto di come fare i giocattoli da sé e dei reali bisogni di un bimbo piccolo…qualsiasi genitore sa che il gioco preferito di un bimbo di 6 mesi è il mazzo delle chiavi di casa, che un piccolo gattonatore adora andare ad aprire gli sportelli della cucina per tirarne fuori il contenuto e che un bimbo di tre mesi ama vedere i volti delle persone, le luci e le ombre che lo circondano. Insomma, in questa fascia d’età i bimbi giocano con gli oggetti di uso quotidiano e non hanno bisogno di null’altro che delle attenzioni della propria mamma o delle persone che si prendono cura di lui.

FASCIATOIO 50 euro contro i 75/349

Il fasciatoio non è un accessorio indispensabile, basta una cassettiera con un piccolo materassino per assolvere all’operazione cambio del pannolino. Se proprio non riusciamo a farne a meno, prendiamolo usato. I costi nel web si aggirano tra i 20 e i 50 euro.

SEGGIOLINO AUTO 70 euro contro i 146/213

Il seggiolino dell’auto esiste di tre tipi diversi: c’è l’ovetto da zero a tre mesi, c’è quello dai 9 chili in su e poi c’è quello dai tre anni in su. Ce n’è un modello, invece che va da zero a 18 kili, praticamente da 0 a tre anni. In questo modo si comprano solo 2 seggiolini in tutta la vita del bebè invece che 4!!!

Se evitiamo di acquistare i primi due modelli, optando per il terzo, nel primo anno di vita del bebè spenderemo la metà!

SEGGIOLONE PAPPA 50 euro contro i 126/250

Il seggiolone della pappa è un oggetto un po’ controverso. Personalmente ne ho acquistato uno in legno che ho usato dai 10 mesi e che si trasforma con la crescita del bambino fino a diventare una sedia più o meno normale. E prima? Avevo un seggiolone che mi avevano regalato. Ma non l’ho usato mai. Era ingombrante e preferivo far mangiare mio figlio seduto sulla mia gamba o sul divano con i cuscini intorno.

Usato, un seggiolone, può costare dai 20 ai 50 euro

CULLA zero euro contro i 182/419

Ecco. La culla, come il seggiolone della pappa, si utilizza davvero pochissimo e non è indispensabile. Perché acquistarla???!!

LETTINO 100 euro contro i 255/729

Il lettino di Matteo lo presi all’asta su e-bay a 20 euro. Comprensivo di materasso in lattice. In rete e nei negozi dell’usato ce ne sono di bellissimi con costi che si aggirano tra i 20 e i 200 euro

PASSEGGINO 70 euro contro i 159/425

Lo studio qui è carente. Manca la spesa del trio che costa da 300€ in su nuovo. Il magico trio si compone di carrozzina, passeggino e seggiolino auto.

La carrozzina viene utilizzata, in media 4 mesi, il seggiolino 6/8 mesi (perché è del tipo fino a 9 kg) e poi c’è il passeggino. Quando acquistai il mio ero soddisfattissima. Lo scelsi con cura e meticolosità per poi scoprire che era troppo pesante, scomodo e che proprio non faceva al caso mio. Comprai un passeggino “leggero” al costo di 40 euro in un negozio dell’usato dopo un paio di mesi di utilizzo del passeggino del trio. Che non entrava nemmeno nel bagagliaio della mia vecchia auto.

Negli ipermercati, nei negozi dell’usato e nei siti di compravendita, un buon passeggino si trova dai 20 euro in su.

BIBERON, SCALDABIBERON, STERILIZZATORE, CIUCCIO meno di 50 euro contro i 147/200

Questi 4 oggetti vengono acquistati già in gravidanza. Spesso rimangono inutilizzati perché il bambino non li prende. Questi oggetti non si possono acquistare nei negozi dell’usato perché sono personali. Dunque, prima di comprarli, aspettate che il vostro cucciolo nasca. Lo sterilizzatore, in realtà, è un oggetto di cui si potrebbe fare a meno. Basta far bollire per un paio di minuti le cose del neonato in un pentolino con l’acqua per sterilizzarle. Personalmente non ho mai sterilizzato nulla forte della teoria di pensiero che vede nell’eccessiva igiene la causa dell’abbassamento delle difese immunitarie.

BOX, SDRAIETTA E GIRELLO ZERO EURO contro i 217/342

Come pedagogista sconsiglio l’utilizzo del box e del girello perché credo che i bambini debbano essere liberi di esplorare autonomamente l’ambiente circostante con qualche accorgimento per la sicurezza da parte dei genitori. La sdraietta si utilizza nei primi tre/sei mesi di vita e ne esistono di ogni variante: quella che vibra, quella che dondola, quella con la cromoterapia e con le musichine new age. Non commento.

MARSUPIO 50 euro contro i 42/76

Le mie amiche blogger e creative, bravissime e originali, hanno dei tutorial deliziosi nei loro blog per fare i mei tai, le fasce porta bebè. Se non siete mamme creative potete acquistarli da loro.

La spesa, rivista in questi termini, è di circa 900 euro. Rimangono fuori le spese per lo svezzamento dei cibi freschi e quelli delle visite mediche. Vogliamo arrivare a 2000 euro, anche a 3000? Comunque sono meno della metà rispetto al minimo descritto dallo studio di federconsumatori.

A tutte le mamme che non credono che questo sia possibile, consiglio di leggere il libro di Giorgia Cozza “bebè a costo zero” che è davvero illuminante sotto questo punto di vista.

tutti i dati descritti sono riportati qui

martedì 1 febbraio 2011

A proposito di linguaggio



Sono buffi i nostri cuccioli quando cominciano a capire le regole della grammatica italiana! (2/4 anni)
Soprattutto quando tentano i primi approcci con la consecutio temporum o con condizionali e congiuntivi!
Sono buffi e fanno sorridere ma...correggerli o no? La pedagogia dice che vanno corretti ma la pedagogista, stavolta, per andare incontro alla mamma che non vuol saperne di correggere gli svarioni di Matteo, ha messo a punto un programma soft che vuole condividere sul blog.
Premettiamo che bisogna parlare sempre in maniera appropriata ai bambini, e non utilizzare il linguaggio che loro adottano: insomma, l'acqua non si chiama bumba, il cane non si chiama babau, noi continueremo a chiamare le cose col loro nome: acqua, cane...anche se loro diranno bumba e babau.


Cosa dice la pedagogia:
Sarebbe cosa buona e giusta correggere le frasi espresse nei modi e verbi sbagliati; i bambini, infatti, apprendono le regole della grammatica ascoltando gli adulti parlare correttamente e rimarcare alcuni loro errori li porta a correggerli velocemente. Ripetere continuamente la frase più volte in modo corretto rinforza l’apprendimento del linguaggio.

Perchè non sono d'accordo
I bimbi stanno cominciando a capire le regole grammaticali. diamo loro il tempo di metabolizzarle e interiorizzarle, senza star lì a fare i maestri.

Consigli per un metodo soft:
  • parlare, parlare, parlare!!! anche se il bimbo non è un chiacchierone, parlate di ciò che gli accade, spronatelo a raccontarvi cosa ha fatto a scuola (senza fermarvi al suo immancabile "niente!") non finite le sue frasi e lasciategli il tempo per cercare dentro di sè le parole che gli mancano! ovviamente elogiatelo e dategli importanza dicendo con entusiasmo:"davvero? ma è favoloso! e poi cosa è successo???!!"
  • telecronaca!!! ritagliatevi 10 minuti, ogni giorno per osservare il vostro bambino e descrivete ad alta voce tutto ciò che fa! questo "esercizio" vi insegnerà l'arte dell'osservazione e, nello stesso tempo darà l'opportunità al piccolo di imparare parole nuove divertendosi (Matteo esplode in grasse risate quando faccio la telecronaca similcalcistica dei suoi giochi...esempio:"ecco Matteo in piedi sul bracciolo del divano che sta per cimentarsi in un triplo salto carpiato, lo fa e..miracolosamente rimane illeso! notate la perfezione del volo d'angelo, e la fermezza con la quale si è puntato sui piedi! che equilibrio ragazzi! questo bambino sarà un gran tuffatore!!!")
  • Leggete!!! leggete tanto e spesso, insegnerete al vostro cucciolo ad amare la lettura! per invogliarlo a parlare chiedetegli di fare un breve riassunto per vedere se e cosa ha capito!!
  • Emozionatevi!!! spesso tendiamo a placare il pianto dei nostri figli senza capire perchè stanno piangendo...a meno che non ci sia un serio e grave pericolo, chiedete al vostro bambino il perchè del suo pianto, lasciate che ne parli con serenità! anche quando è felice fategli descrivere ciò che prova.
  • Le faccende domestiche!!! Se prepariamo una torta, puliamo il bagno, mettiamo in ordine, raccontiamo al nostro piccolo cosa stiamo facendo e perchè!!! in questo modo lo coinvolgeremo ma gli daremo l'opportunità di ascoltare e ripetere parole sempre nuove e diverse.
IO ADORO UFFICIALMENTE LA PEDAGOGISTA QUANDO MI DA QUESTI CONSIGLI SPETTACOLARI (invece di essere saccente e basta :)))











giovedì 30 settembre 2010

Momenti di panico e sensi di colpa: ci viene in aiuto l'istinto materno

Nel mio forum d’ascolto su pianetamammma (mi sa che non l'avevo mai pubblicizzato, è qui: http://forum.pianetamamma.it/pedagogista-risponde-online/) arrivano le domande più disparate sull’educazione dei piccoli. La richiesta di questa mamma mi ha molto colpita perché ho pensato subito alla semplice risposta…la stanchezza, i sensi di colpa, i rimproveri, spesso in buona fede, per carità, delle persone che abbiamo accanto, non ci permettono di seguire il nostro istinto materno.

“Gent.ma dottoressa buongiorno,
le scrivo perchè sto attraversando un momento di particolare crisi nell'accudimento della mia bimba di un anno.
Da quando ha 9 mesi trascorre la giornata dalla nonna paterna, perchè io ho, ahimè, ripreso il lavoro (ora a tempo pieno).
Quando tornavo a casa la sera, dopo aver giocato un po' con lei e fatto il bagnetto, la mettevo a terra in cucina, con qualche giochino... e lei stava lì in autonomia mentre io cucinavo. Poi la mettevo nel seggiolone per la sua cena e rimaneva tranquilla fino a che anche io e mio marito avessimo finito di cenare.
Ora però non la riesco più a gestire: siamo stati due settimane al mare (dove abbiamo cercato di mantenere gli stessi ritmi, ma essendo con i miei suoceri lei ha indubbiamente ricevuto più attenzioni) e da quando siamo tornati vorrebbe stare sempre e solo in braccio.
Quando torno a casa le faccio un po' di coccole, il bagnetto... e poi la metto a terra con dei giochini e lei piange, si arrampica sulle mie gambe etc. Sta tranquilla solo fintanto che le do' da mangiare, dopodichè piange disperata nel seggiolone, si dimena, sbatte la testa in avanti e in dietro finchè la tiro fuori: a quel punto di nuovo si arrampica alle mie gambe e piange per farsi prendere in braccio.
Se considero che arrivo a casa alle 18:30 e che alle 21:30 la bambina va' a dormire (dorme serena tutta la notte) passiamo insieme 3 ore da incubo, in totale stress e nervosismo.
Mio marito, che la intrattiene mentre io cucino, dice che dovrei lasciarla piangere... io cerco di trattarla con dolcezza evitando il più possibile di accontentarla, ma il più delle volte 'vince' lei.
Mi sento un po' in colpa perchè sto via di casa tutto il giorno... però non vorrei che crescesse viziata e prepotente.
Mi sento totalmente incapace di gestirla ed educarla”


A tutte noi è capitato. Abbiamo pensato che il nostro cucciolo era viziato e prepotente, abbiamo pensato che “ce l’ha tutte vinte” senza riflettere sul fatto che il nostro bambino stava solo cercando di comunicarci un suo bisogno.


La mia risposta è stata questa:

“cara mamma,
innanzitutto benvenuta nel club delle mamme che si sentono inadeguate, non capite dai compagni e che, dubbiose e frustrate cercano di fare del loro meglio!
I sensi di colpa per il lavoro a tempo pieno, per quel lavoro che ci impedisce di essere madri, donne, compagne e amanti come vorremmo, che ci impedisce di stare coi nostri figli all day long non è, in questo caso, l'imputato.
Forse sarò un pò dura ma: Ha mai pensato che la sua cucciolina sta crescendo?
che dopo 2 settimane passate con lei adesso non capisce perchè la sua mamma non c'è più? vorrebbe solo un pò di coccole e tenerezza, non le basta star lì a giocare, vuole la mamma tutta per sè. Non la ignori.
E dunque: quelle 3 ore non possono essere dedicate completamente alla piccola? capisco che lei debba cucinare. Ma non può farlo mentre il papà fa il bagnetto alla piccola?
La bambina non sta prendendo un vizio, e non è prepotente.
Vuole solo stare con la sua mamma. Lasciarla piangere equivarrebbe ad ignorare un suo bisogno primario. Faccia riflettere suo marito su questo punto”

Mi sono pentita subito della durezza della risposta…ma, forse, quelle parole erano rivolte più a me che a lei. Perché è facile sentirsi attanagliate da mille pensieri, mille preoccupazioni, mille dubbi, soprattutto quando, chi dovrebbe aiutarci, ci addita quali cause di un comportamento ritenuto scorretto da parte dei nostri figli. Che sia la nonna, il marito, la maestra, la signora per la strada, tutti dovrebbero imparare a fare silenzio in modo che noi mamme possiamo tornare a fare affidamento sul nostro istinto materno, infallibile, unico, eccezionale…mi sono sentita in dovere di scrivere altre 2 righe alla mamma che, nel frattempo, mi aveva anche ringraziata della risposta!

“sono sicura che lei è un'ottima madre capace di mettersi in dubbio e di capire cos'è meglio per la sua bambina. Segua il suo istinto materno e lasci che gli altri parlino...
le mando un forte abbraccio”

Quella dolce mamma oggi mi ha scritto:

“la ringrazio moltissimo!
ho seguito il suo consiglio e mi sono 'rilassata un po' accontentando un po' di più la bambina e tralasciando il resto per qualche sera: si è immediatamente calmata e ora è tornata a giocare tranquilla mentre le preparo la cena.
Addirittura sta ancora a tavola con noi, sembra perfino divertirsi: e dopo cena... coccole!
la ringrazio veramente molto per l'aiuto”

Io ringrazio lei, cara mamma, per avermi dato l’opportunità di riflettere su un punto così delicato.

Lasciamo che gli altri parlino, lasciamo che espongano le loro teorie su bambini ed educazione. In fondo cos’è un vizio?
E’ un atteggiamento che dà fastidio agli altri e non a noi.
E’ un vizio dormire nel lettone? È un vizio mangiare in braccio? È un vizio allattare oltre l’anno di età?
Per me non sono vizi… sono coccole!

PS: SSHHH…Non dite alla pedagogista che ho scritto questo articolo…ci sono tantissimi punti su cui lei potrebbe controbattere…mi raccomando: acqua in bocca!!

venerdì 3 settembre 2010

come fare un buon inserimento?

Questa serie di post che avevo scritto per pianetamamma durante le vacanze, sembrano essere più utili a me che a voi!
Matteo comincerà l'inserimento al nido lunedì, dalle 9:30 alle 10:30. E io mi sento morire. Per la terza volta.
La prima volta aveva 14 mesi, c'era la maestra daniela e la maestra fefina. e lui piangeva sempre. anche nel momento del distacco. Sempre. Ma lui sapeva che io ero nell'ufficio a fianco...così a 26 mesi l'ho spostato in un asilo dove io non esistevo, dove ero una semplice mamma, come tutte le altre. ma lì sono stata fortunata perchè ho incontrato la psicologa della scuola che mi ha tanto aiutata. e lo staff era davvero eccezionale!!! nel giro di una settimana matteo si era inserito e non piangeva più al momento del distacco.
sull'inserimento ho scritto molto, qui

http://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/inserimento-al-nido-come-funziona.html

e qui

http://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/nido-o-scuola-materna-come-facilitare-il-momento-del-distacco.html

ma voglio ancora soffermarmi su questo momento critico.
Perchè io ho scritto come funziona dal punto di vista teorico...ma cosa accade veramente dentro una mamma? e dentro un bambino?

Il problema cruciale è proprio quello: la mamma.
una mamma serena e rilassata fa un bambino sereno e rilassato.
Ma come fare a rasserenarsi senza l'aiuto del valium?
Un sistema c'è.
Visitate l'asilo. Parlate con le maestre, parlate con le altre mamme, portate il bambino con voi. Avrete la possibilità di valutale la sua reazione e il modo delle maestre di approcciarsi con lui.
Non abbiate timore di sembrare insistenti. Siamo noi a doverci sentire tranquille.
Sto cominciando a dire a Matteo che dovremo affrontare dei cambiamenti che dovrà andare alla scuola dei bimbi grandi, per fortuna gli è piaciuta.
"a quale scuola mi polti mamma? a quella della piscina con le palle?"
Il mio piccino sta diventando grande...

lunedì 23 agosto 2010

Impariamo le tabelline???!!!

Andrea fa ripassare le tabelline alla povera Zoe, la nostra nipotina di 8 anni.
Se penso che io non le ho mai imparate mi viene da piangere pensando a lei che, invece, dovrà farlo per forza!!!
La mia maestra delle elementari tralasciava tanti lati del mio rendimento matematico perchè ero un mostro in italiano!!! e così, mentre osservo quei due ripassare tabelline e farsi i capperi degli altri (ma che ce frega a noi quante mele ha cristina o quanti sacchi di patate ha comprato luca al mercato???!!! che si fa i capperi suoi campa 100 anni!!!)

Comunque...quasi tutti i bambini hanno difficoltà nel memorizzare le tabelline, anche se ognuno usa un sistema conscio o inconscio per cavarsela. Qui scrivo il sistema che il mio dolce Andrea, il mio compagno per la vita, quello che legge libri tipo "la matematica dilettevole e curiosa" oltre che "angeli e demoni", sta usando con Zoe: una tabellina destrutturata (metodo Padvia), che stimola un automatismo inconscio di memorizzazione basato sull'associazione grafico-visuale delle due cifre che devono essere moltiplicate fra loro non in un ordine prestabilito, ma in quello che ogni mente preferisce ricordare.
Si parte costruendo una tabellina tradizionale che viene man mano trasformata, prima scomponendo in fattori i numeri e poi mescolandoli graficamente in modo casuale, casella per casella. L'alunno leggendo questa tabella sarà in grado di enunciare il risultato della moltiplicazione dei due fattori mentre visivamente li prende in considerazione, inconsciamente collocandoli nell'ordine che la sua mente preferisce e che gli costa meno fatica. Quando questo succede si può pensare che abbia acquisito il suo percorso ottimale con il minor spreco di energie.

Primo passo: costruire la tabellina come moltiplicazione dei numeri di riga per colonna



Secondo passo: prima memorizzazione della tabellina tradizionale


Terzo passo: scomporre in fattori


Quarto passo: destrutturare i fattori e usare la tabellina Padvia per memorizzare


Passo intermedio: uso di una tabellina mista come verifica dell'esattezza del calcolo mentale 

Per ulteriori informazioni consultare i siti da cui ho preso le info: 

giovedì 15 luglio 2010

creatività parte terza


Stimolare la creatività

Quante volte avete detto “non toccare, ti sporchi” al vostro cucciolo?
E quante volte gli avete pulito le manine perché erano sporche?
A mio parere questo è il comportamento di noi mamme (a volte lo faccio anche io, d’istinto ;)) che maggiormente frena la creatività.
I bambini imparano a non toccare e a non manipolare per paura di sporcarsi.
Ed è proprio dalla manipolazione che parte la stimolazione della creatività.
E dunque, lasciamo che i bambini vadano ad esplorare ogni oggetto, stiamo ovviamente attente che ciò che toccano non sia pericoloso.
L’ostacolo più grande da superare per stimolare la creatività è che richiede una grande dose di pazienza.
Un bambino creativo vuole sperimentare tutto, difficilmente gioca con i giocattoli tradizionali perché a lui non interessa spingere un tasto per sentire un suono o vedere una luce accendersi. Questi giochi sono troppo prevedibili per lui. Non sono interessanti.
Un bambino creativo, al contrario, giocando col pongo, mette due striscette a croce e gioca con l’aeroplanino che ha appena costruito per mezz’ora, fa piste per le macchinine con il rotolo della carta igienica, apre l’acqua del bidet solo per osservare come scende nel buco, scava voragini nei vasi o in giardino e vuole riempirle di sassi, di acqua o di sabbia per vedere come funziona!!!
E per noi mamme è davvero impegnativo stare dietro ad un bimbo così.
Ma come fare per stimolarlo e per non reprimerlo senza andare al manicomio?
Premetto che io sono una creativa a lungo repressa, una di quelle bambine che creava i vestiti della barbie coi tulle dei confetti e con la passamaneria, una di quelle che a 8 anni chiese un kit per ricamare, una di quelle che con le scatole di cartone costruiva lettini per bambole, palazzi di barbie e quant’altro.
Se non fosse stato per i miei vestitini rosa confetto con velate calze in tinta, avrei passato ore e ore a giocare col brecciolino ai giardini pubblici mischiandolo col fango e con l’erba per preparare fantastiche tortine!!!
Dunque ho giurato a me stessa che mio figlio non avrebbe mai avuto indosso vestiti scomodi o che non potevano sporcarsi!
E questo è il primo passo.
Dopodichè cerchiamo di utilizzare la mia cara pedagogia del compromesso: se il piccolo vuole travasare la terra, non diciamo subito “no” ma forniamogli un’alternativa:”ti va di travasare i fagioli (o la pasta o il pop corn)” oppure seguiamolo nella sua creatività e stiamo con lui in bagno: invece di guardare l’acqua che scorre forniamogli un imbuto e qualche bottiglietta, ciotoline e contenitori per poter sperimentare le proprietà dell’acqua nel bidet.
Non compriamo il pongo ma facciamo con i piccoli torte e pizze, biscotti e pasta in modo da unire l’utile al dilettevole.
A volte non ci fermiamo a pensare al lato giocoso e creativo della vita, al lato puramente ludico…purtroppo i mille ruoli che dobbiamo ricoprire non sempre ci permettono di farlo. se ci mettessimo anche noi accanto ai nostri cuccioli a guardare il mondo con i loro occhi curiosi, senza dare nulla per scontato, coglieremmo tante sfumature che di solito non vediamo…

domenica 20 giugno 2010

quanto costa la gestione di un nido?e qual è la retta "giusta"?

Da qualche anno a questa parte mi sono occupata di conti economici per l'apertura e la gestione di asili nido e scuole dell'infanzia. Ogni volta che ho partecipato a gare d'appalto per le gestioni, i miei progetti sono sempre risultati vincitori.
Dunque, alla luce dell'innalzamento delle rette dei nidi pubblici, voglio pubblicare la mia personalissima risposta agli operatori del settore che pensano bene di alzare le rette invece di andare alla fonte dello sperpero.
Ci sono le normative regionali che legiferano in materia di asili nido.
Il grande problema dei nostri nidi è rappresentato da una sola voce: il personale educativo.
Per ogni educatrice il comune di Roma paga circa 3 stipendi:
educatrice 1: va in maternità
supplente assegnataria della supplenza "lunga": si mette in malattia
supplente giornaliera...
nell'ultimo anno il comune di roma, carente di educatrici, ha attinto alle graduatorie del '94!!!
Parlo per gli asili in convenzione con il comune di Roma.
Nonostante la regione lazio regoli il rapporto numerico educatore/bambino nel numero di 1:8, il comune di roma (e chi firma la convenzione) si impegna a rispettare il rapporto 1:6. E 1 assistente ogni 15 bambini.
il che vuol dire che per un asilo con recettività di 30 bambini, dalle 8:00 alle 16:30 (8 ore e 30 minuti) occorrono 5 maestre con orario full time (6 ore) e 5 con orario part time (2 ore e 30 minuti).
oppure 10 maestre part tme a 4 ore...insomma, sempre 10 maestre sono.
e 2 assistenti e 1 cuoca, poi c'è il coordinatore delle attività didattiche (2 ore al giorno obbligatorie)...insomma...troppa gente!!!
lo stipendio di una educatrice  costa  circa 2000 euro (per 6 ore) (al'educatrice vanno circa 1000 euro), quello del coordinatore 800 (al coordinatore vanno circa 500 euro), quello delle ausiliarie e della cuoca circa 900 (a loro vanno circa 600 euro).
Senza star qui a fare troppo i puntigliosi, vorrei tanto che le alte sfere leggessero questo post.
Perchè se cambiassimo il rapporto educatore/bambino, non andremmo a inficiare sulla qualità educativa (difficilmente in un anno i 6 bimbi sono presenti contemporaneamente) e non andremmo a toccare qualità e igiene nemmeno se cambiassimo i rapporti metriquadri/ bambino stimati in 10 mq a bambino: vorrei sapere come fa un lattante che non cammina a occupare 10mq!!!
se riuscissimo a modificare la legge 50, aumenteremmo la recettività e abbasseremmo il rapporto educatore/bambino.
Mi piacerebbe tanto che questo accadesse.
Io farei così:
lattanti: rapporto educatore/bambino 1:7, rapporto mq/bambino 1:6
medi: rapporto educatore/bambino 1:8, rapporto mq/bambino 1:7
grandi: rapporto educatore/bambino 1:10, rapporto mq/bambino 1:8
da educatrice penso che si possa fare. al momento dei cambi e del pasto c'è l'ausiliaria a dare una mano.
da pedagogista non credo che la qualità della didattica venga meno.
da mamma mi piacerebbe che tutti i bambini avessero la possibilità di frequentare il nido.
E forse in questo modo sarebbe più semplice. senza ricorrere alla finanza.
dunque, alla luce dei fatti, la giusta retta da pagare per i nidi pubblici e in convenzione con il comune, va in base al reddito e al numero dei figli.
per la fascia 8:16:30 io direi che, rispettando le clausole già presenti per l'iscrizione

reddito basso:  120 euro per il primo figlio e il 50% in meno per il secondo.
reddito medio: 230 euro per il primo figlio e il 30% in meno per il secondo.
reddito alto: 350 euro per il primo figlio e il 30% in meno per il secondo.

Esperti nel settore e mamme della rete: che ne pensate?

giovedì 27 maggio 2010

il momento del "distacco"


 Stamane, all'asilo di Matteo, ho assistito alla classica scena di inserimento:
bimba che non vuole entrare, mamma che tenta di convincerla, maestre che tentano di convincerla e mamma che prende in braccio la bimba e la stringe forte a sè.
Non facevo inserimenti da settembre e, come insegnante, mi sono venuti i brividi...il momento del distacco, che sia esso mattutino o per inserimento è così delicato che merita davvero tutta l'attenzione possibile.
e' ovvio che il trauma non è per il bambino ma per la mamma e solo in seguito al disagio della mamma, il bambino si chiede: "perchè mamma è nervosa e agitata? c'è qualcosa che non va, mi preoccupo anche io" e si entra in quel circolo vizioso in cui il bambino non vuole andare a scuola e la mamma si sente terribilmente in colpa, e più la mamma si sente in colpa e più il bambino non vuole andare a scuola....
Per una educatrice il momento del distacco è sempre vissuto con riguardo e rispetto, spesso teniamo dei biscottini a portata di mano, o dei giochi particolari che i bimbi possono prendere solo al momento dell'ingresso in classe proprio perchè il distacco non è sempre vissuto in maniera serena da tutti.
Il lunedì è sempre una giornataccia: i bimbi sono più irrequieti e fanno presto a disabituarsi alla routine...se poi rientrano da una malattia o da un week end lungo, sono più agitati. Per questo, di solito, le maestre chiedono ai genitori continuità nella presenza. Non pensiamo che tanto i bambini sono al nido o alla materna e possono saltare la scuola: è sbagliatissimo.
Dunque ecco cosa non fare mai:
  1. entrare a scuola col bimbo in braccio: per lui il passaggio dalle braccia della mamma a quelle dell'educatrice è più difficoltoso...quale bambino ha voglia di lasciare le braccia della mamma?
  2. Non dire bugie al bambino tipo: torno presto, vado a parcheggiare e vengo o cose del genere (potri scrivere un libro in materia!!!) ma raccontargli sempre la verità.
  3. Non soffermarsi troppo nell'atrio ma salutare il bambino con un grande sorriso e andare via, in questo modo si trasmetterà sicurezza al piccolo.
  4. Se il bambino ha difficoltà ad entrare in classe cerchiamo di capire qual è il motivo del suo disagio: il 99% delle volte il disagio è dentro di noi, se noi ci mostriamo serene, decise e coerenti il nostro piccolo si sentirà rassicurato dal nostro atteggiamento. 
ho scritto un articolo su pianetamamma qualche tempo fa, per chi volesse approfondire:

giovedì 20 maggio 2010

luca, una preghiera per te.

Luca, quattro mesi, trovato morto nella culla dell'asilo nido. La tragedia al baby parking Re Artù di viale Carso a Mantova. Il bambino è deceduto forse a causa di un rigurgito.
Ancora non si sa come siano andate le cose e se la causa della morta sia imputabile alla negligenza del personale della struttura.
Luca De Grandi frequentava l'asilo nido-baby parking Re Artù di Mantova, da soli tre giorni. Era da poco passata l'ora di pranzo quando le educatrici, guardandolo, hanno visto che non rispondeva. Hanno chiamato l'ambulanza della Croce verde, tentando di rianimare quel corpicino, ma invano. Così è toccato alla polizia proseguire negli accertamenti.

La madre, Cinzia De Simone era da poco tornata al lavoro dopo qualche mese passato a casa da quando, agli inizi di gennaio, era nato Luca. Al ritorno al lavoro aveva affidato il piccolo alle cure del nido.
Noi le siamo vicini in questo dolore immenso ed inspiegabile

Le cause più probabili sono imputabili al rigurgito, un rigurgito che soffoca, e che provoca l'orrore di una morte bianca

Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/

lunedì 17 maggio 2010

perchè si è creativi???!!

Questo post fa parte della serie di post che andranno scritti con Paola di homemademamma, stiamo preparando "la terza serie" con un post a 4 mani sullo sviluppo della creatività...a breve il risultato di questo "sposalizio" intanto ecco la mia versione del perchè si è creativi:
Anticipo solo, per chi si fosse perso l'altro post, che cos'è la creatività, che io sono stata una creativa repressa e una mancina di nascosto, dunque, la mia idea della creatività sta nella libertà dell'esprimersi liberamente e senza costrizioni.

Avete mai visto un gatto essere creativo? E un elefante?
La creatività è propria dell’essere umano è il bisogno costante di dare il meglio di sé, una pulsione al miglioramento continuo. Ogni bambino, a modo suo è creativo: da quando si ingegna ad afferrare i personaggi della giostrina musicale a quando utilizza due bastoncini incrociati per simulare un aeroplano.
E poi?
Cosa accade? Perché alcune persone sembrano più creative di altre?

Nell’antica Grecia e nell’antica Roma la creatività era ritenuta simbolo di divinità. Platone, Socrate, Catullo, Cicerone, Archimede, mai e poi mai si sarebbero definiti creativi.

Creatività e problem solving sembrano andare di pari passo. Ci sono bambini che prendono una sedia per arrivare alla cioccolata, altri che piangono per ore fino a snervare la mamma che cede e gliela offre, altri ancora che aspettano pazientemente…

Si è creativi per necessità, la creatività è essenziale come mangiare e bere, è fisiologica, spesso viene contraddetta e demolita, spesso viene indirizzata, a volte viene incoraggiata e allora cosa accade in questi casi?

Creatività e pazienza non vanno d’accordo. Difficilmente i creativi sono persone docili e pazienti, e se un bambino creativo ha deciso che con lo scotch e un legnetto creerà un aeroplano, nessuno potrà impedirglielo. L’immagine è già nella sua mente, nessuno la vede, nessuno immagina, solo lui sa come riuscire a trasformare la sua idea in qualcosa di concreto.
E più il bambino viene lasciato libero di creare e sperimentare più si divertirà.
Non servono giocattoli precostituiti, né macchinine ipertecnologiche, non serve nulla più che l’immagine nella testa del bambino e gli strumenti per realizzare tale immagine. Matteo predilige il legno: dagli stecchini dei ghiaccioli alle mezze mollette, per lui va bene qualsiasi cosa. Quando ha deciso in che modo incastrare i suoi pezzi per formare ciò che ha in mente, viene da me per la colla a caldo. Nonostante il mio cucciolo abbia una vasta gamma di giochi “commerciali” nulla lo intrattiene di più che una “seduta creativa” con i suoi amati legnetti!!!
A me, all'età di Matteo, piaceva il muro...non appena venivo lasciata per un attimo senza custodia, prendevo una penna e cominciavo a scaabocchiare la carta da parati anni 70 dell'ingresso di casa mia...e allora: come fare a preservare la creatività lasciando intatte le pareti di casa?
Come assecondare un creativo senza ritrovarsi con un incendio che divampa?
Ma, soprattutto: come riconoscere un creativo?
Misteri da svelare...molto presto sui blog di yummymummy e homemademamma!!!

Inanto ecco due scatoloni che diventano un fantastico trenino per fare merenda!!!:

martedì 13 aprile 2010

la nuova pasta fissan


La nota casa di prodotti per l’igiene e la cura del bambino e della famiglia sta per lanciare sul mercato una nuova linea di creme ed io ho avuto l’occasione di provare la nuova pasta fissan e sono rimasta davvero entusiasta dei cambiamenti!!!
Ho sempre usato la pasta fissan da quando è nato Matteo, mi son sempre trovata molto bene, lui ha una pelle delicata e molto sensibile. Ho provato anche altre creme ma poi sono tornata sempre a comprare la fissan!!!
Quando ho ricevuto la nuova scatola ho cominciato a osservare tutto: l’involucro era  diverso ma pur sempre riconoscibile come marchio fissan.
La nuova fissan baby si chiama Pasta di fissan multi azione 5+1.

I laboratori fissan garantiscono
•    Formule testate in dermatologia pediatrica
•    Elevata tollerabilità della formula
•    Ingredienti rigorosamente selezionati
•    Assenza di alcool e coloranti
•    Assenza di proteine del latte

Perché la chiamano 5+1?

Perché svolge 5 azioni contemporaneamente:
•    Azione protettiva: l’ossido di zinco al 15% crea un’efficace barriera protettiva contro gli arrossamenti e le irritazioni del sederino
•    Azione lenitiva: la calendula, grazie alle sue proprietà antiinfiammatorie, aiuta a lenire gli arrossamenti e ad alleviare la sensazione di fastidio cutaneo
•    Azione rigenerante: il pantenolo al 5% aiuta a ridurre l’entità dell’arrossamento e stimola il naturale processo di rigenerazione della pelle favorendo, quindi, il ripristino della barriera cutanea. Il pantenolo, inoltre, aiuta a mantenere la pelle morbida e ben idratata.
•    Azione antienzimatica: inibisce l’azione aggressiva degli enzimi (lipasi e ureasi) responsabili della comparsa e della permanenza di arrossamenti ed irritazioni cutanee nell’area del pannolino
•    Azione anti batterica: grazie all’azione antibatterica dell’ossido di zinco secondaria e indiretta, si ostacola l’insediamento dei microrganismi sulla superficie cutanea, contrastando la potenziale azione aggressiva per la pelle.
•    E il +1? È sicuramente il sollievo immediato che dà alla pelle. Già quando la si prende con il dito si può constatare quanto la nuova pasta fissan sia “diversa”

Infatti le migliorie che la casa madre ha apportato sono davvero notevoli per praticità: innanzitutto il tubetto non è più rigido ma flessibile il che consente una prensione più semplice e una pressione facilitata per la fuoriuscita della crema.
Una volta aperto il tappo per aprire la confezione ho subito apprezzato il profumo gradevole e delicato, che sa di fresco e di pulito.
La pasta fissan che ho sempre utilizzato era molto densa, questa sua caratteristica permetteva di stendersi come un velo sulla pelle del bambino e di proteggerla fino al cambio successivo.
Questa nuova pasta ha una consistenza più morbida, si stende molto più facilmente anche se la pelle non è del tutto asciutta ma rimane comunque compatta e forma una pellicola protettiva delicata e profumata. La morbidezza e la delicatezza della nuova pasta permettono di apprezzarne la freschezza anche sulle mani della mamma: non si può fare a meno di massaggiarla!! La nuova crema non rimane pastosa e oleosa ma sempre fresca rendendo la pelle vellutata e piacevolmente profumata.

Matteo ed io siamo rimasti sorpresi: la fissan è riuscita a migliorare il non plus ultra!!
grazie

venerdì 26 marzo 2010

Voglia di cicogna

Mi sono alzata stamani con una serie di sintomi inquietanti.
Sarà che Matteo era andato a dormire dai nonni e non c'era il suo orsetto sul mio viso, i suoi piedini nel costato o i suoi pugnetti sul mio naso...insomma, ho cominciato a provare nostalgia del pancione, delle notti insonni, della stanchezza che ti fa sembrare uno zombie anche alle 11 del mattino, nostalgia della carrozzina e persino dell'allattamento.
Ho pensato che , tuttosommato il mio cesareo alla dario argento non era stato poi così male...ma ripensandoci ora, forse ho un pò idealizzato...
Ma ve l'ho mai raccontato cosa mi hanno fatto???!!!
Mi sa di no...

Premetto che ho paura degli aghi, ma come ogni mamma sa,  le analisi mensili che bisogna fare ti preparano all'evento.
Per farla breve, ho dovuto fare un cesareo programmato a causa delle fratture al bacino a all'osso sacro e al trauma del nervo sciatico che avevo riportato in un bruttissimo incidente d'auto l'anno prima di rimanere incinta.
Non posso tenere la posizione ginecologica e il mio bacino non potrà mai aprirsi per lasciar passere un bambino.
Quindi posso dimenticare di avere un parto naturale.
Insomma, l'anestesista durante la peridurale non ha trovato lo spazio...mi ha bucato 3 volte prendendo 3 volte il nervo sciatico (malato)...non contenta ha chiamato la sua collega che ha ritentato per altre tre voltre...e sono 6 aghi lunghi 3 kilometri che mi bucano la schiena facendomi vedere le stelle toccando il nervo sciatico...
alla fine mi hanno fatto l'anestesia totale...
Beh, io stamattina ho pensato che sono pronta a ripassare nuovamente il trauma del parto e del primo anno di vita di un nuovo cucciolo...perchè Matteo non ha mai chiuso occhio durante il suo primo anno...
Quindi, amica cicogna, se passi da queste parti  mi trovi appostata col fucile spianato per acchiapparti al volo. sono pronta per diventare bismamma.

martedì 16 marzo 2010

Gli assorbenti lavabili di cuci cuci coo

Mi sentivo molto in colpa per non essere riuscita a trovare comodità nei pannolini lavabili che avevo acquistato a Matteo...è stata quasi una sconfitta, per me e per l'ambiente ed ero molto dispiaciuta.
Ma oggi, posso dire di essermi riscattata perchè ho scoperto e acquistato, qualche tempo fa  gli assorbenti lavabili di Lise, la paladina dell'ecologia del blog cuci cuci coo

Non so se capita anche a voi, ma in "quei giorni", la nostra migliore amica non è proprio in gran forma...è oppressa e surriscaldata a contatto con l'assorbente che contiene, purtoppo, prodotti sbiancanti che irritano la pelle delicata di quella zona.

Lise mi ha conquistata subito con queste parole:

Ma, perché dovrei usare assorbenti lavabili?

Sono molti i motivi. Iniziamo con
 LA SPESA. Diciamo che usi due pacchi di assorbenti usa e getta al mese e che un pacco costa €4,50. Quindi €108 all'anno, anche se questa cifra è molto variabile. Donne con un ciclo pesante, lungo, e/o irregolare possono usare una quantità folle di prodotti per mestruazione. Per le mamme, c'è anche il dopo parto. Tutte quelle settimane di "perdite" che non finiscono mai = tantissime confezioni di assorbenti. Gli assorbenti lavabili, invece, dopo il primo investimento, vengono riutilizzati volta più volta per diversi anni e costano...NIENTE!
L'AMBIENTE. Oramai parliamo continuamente dell'emergenza rifiuti, delle discariche piene. Le discariche sono riempite all'orlo con prodotti inutili e soprattutto difficilmente biodegradabili. I prodotti per la mestruazione non sono un'eccezione. Ogni anno più di 14 MILIARDI di assorbenti e tamponi interni vengono buttati nelle discariche (info da Associated Content e Reusable Menstrual Products). E ci vogliono secoli perché la plastica si decomponga. E, ovviamente, in più c'è anche la plastica da imballaggio. Per produrre assorbenti e tamponi tanti materiali sono fabbricati, usando energia e risorse, per essere usati una volte e gettati via.

Come i pannolini, le salviette, e qualunque altro prodotto usa e getta, gli assorbenti di carta sono pieni di sostanze sintetiche e tossiche. La "carta" in questi prodotti è bianco puro e assorbente grazie a tanti chimici, inclusi lattice, diossina e sodio polyacrylate, alcuni dei quali sono
letali e cancerogeni. Tutte queste sostanze vengono assorbite dalle terra ed entrano nelle falde acquifere e prima o poi tornano a noi. Questo ci porta a....
LA SALUTE. Certo, non vogliamo queste sostanze nelle discariche, nelle falde acquifere, nella terra e neanche premute contro i nostri genitali. Questi chimici possono causare irritazioni e reazioni gravi. Non è una sorpresa, visto che abbiamo già detto che si tratta di sostanze tossiche. Molte donne che soffrono di dolore alle parti intime con l'uso di assorbenti usa e getta trovano che il dolore sparisce subito usando assorbenti lavabili. Altre trovano che il ciclo cambia con l'uso di assorbenti lavabili, che dura meno tempo e che si perde meno sangue con meno problemi di crampi, grumi di sangue e altri sintomi poco piacevoli.
SONO DIVERTENTI! I giorni delle mestruazioni per alcune possono essere una sofferenza, perché non renderli il più possibile piacevoli?! I tessuti a contatto con la pelle sono morbidi e comodissimi, la fanno respirare. Invece di stare lì, cercando di togliere pezzetti di adesivo e plastica dallo slip, puoi guardare i bei colori e fantasie dei tuoi assorbenti, divertirti ad indossare un altro indumento carino, e migliorerà sicuramente il tuo umore.

 
 








Come ci si prende cura degli assorbenti cucicucicoo?
Facile! Dopo l'uso si mettono in acqua fredda in una tinozza. Consiglio di sciacquarli prima sotto l'acqua corrente per togliere buona parte del sangue. Fino al momento in cui li laverai, almeno una volta al giorno, butta l'acqua (o usala per innaffiare le piante, funziona da concime) e aggiungi acqua fresca. Si possono lavare in lavatrice da soli, con i pannolini, o con altri indumenti scuri in acqua fredda. Volendo si può aggiungere il Napisan o altro additivo disinfettante durante il lavaggio, ma non si deve usare l’ammorbidente, che riduce le capacità di assorbenza dei tessuti. E' consigliabile asciugarli all'aria aperta e al sole, ma è anche possibile usare l'asciugatrice elettrica. Quando sono ben asciutti, mettili in un cesto, un sacco chiuso col cordoncino, oppure direttamente nel mobile del bagno, pronti per il prossimo uso. Come tutti i prodotti cucicucicoo, è consigliabile il lavaggio prima dell’uso.

Insomma, io mi sono trovata benissimo e mi sento di consigliare a chiunque di provare questi assorbenti, perchè la mia migliore amica non si è sentita oppressa e surriscaldata ma solo super comoda e super fashion, il lavaggio è stato una passeggiata e gli assorbenti sono tornati più belli di prima.

Per informazioni su dove trovare i prodotti cucicucicoo, vedi la pagina sui prodotti cucicucicoo in vendita.