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lunedì 14 marzo 2011

Trasferta a Napoli e Sorrento

E' stata una 3 giorni di fuoco ma entusiasmante e divertente!
Siamo partiti da Roma alla volta di Sorrento alle 14 e siamo arrivati in b&b alle 18 passate! Tra Vico equense e Sorrento c'era una lunga fila che ci ha permesso di ammirare il panorama meraviglioso della penisola sorrentina! Dove abbiamo alloggiato?
ma al Bellaria relais naturalmente, dalla cara e dolce Angela Ercolano, alias Supermamma!!!
Quando mi hanno proposto di fare le due merende letterarie non ho avuto dubbi sulla sistemazione: Angela era venuta alla mia prima presentazione e poi avevamo cominciato a sentirci...ha accolto me e la mia famiglia come se fossimo parenti, più che amici, è venuta con me ovunque sempre col sorriso sulle labbra e con la gioia nel cuore!
Torneremo presto al Bellaria relais...siamo stati troppo bene!
grazie Angela!
Ecco alcune foto degli incontri alla libreria Ubik di Napoli e alla libreria J. Livingstone di S. Agnello (Sorrento)













martedì 8 marzo 2011

La pasta panna

Vi ricordate quando, da piccoli, immaginavate la consistenza di una nuvola? Ecco, se avessi avuto la pasta panna, avrei pensato che le nuvole fossero costituite da questa nuova pasta da modellare! E'bianchissima, soffice, morbida, delicata, al tatto è piacevolissima, non si smetterebbe mai di manipolarla!
Meno male che l'avevo comprata, insieme al kit per fare i dolci perchè Matteo è malato da Sabato e, anche con l'aiuto della pasta panna, passiamo mattinate divertenti!!! ecco le foto
la pasta si colora con la punta di un pennarello...e Matteo adora questa attività!!!
sembra vero questo bellissimo dolcetto!! noi ci divertiamo un mondo tanto che si pensava di fare un laboratorio di pasta panna anche alla libreria centostorie!!!

domenica 6 marzo 2011

Stendere i panni

Il mio ometto è malato, una tonsillite lo tiene a casa da Venerdì! Chi lavora da casa, come me, saprà che non è facile gestire lavoro e bimbo malato...perchè chi lavora in ufficio può prendere malattia e stare a casa, ma chi lavora da casa...insomma, i pro e i contro! Così. per tutta la mattina di Venerdì Matteo si è accontentato di giocare da solo con le sue cose (tanto m'ha fatto penare da piccolo quanto è un angelo adesso!!!)...e quando io ho finito di lavorare, mi aspettavano le faccende domestiche!
Come sempre lui mi ha aiutata e abbiamo messo a punto un sistema infallibile per cui qualsiasi bimbo potrà stendere i suoi pannetti (possibilmente calzini e mutandine, pezzette e bavaglini) secondo uno schema che, pedagogicamente è davvero utile. Infatti questa attività affina la concentrazione, rafforza i concetti di prima e dopo, rafforza la capacità oculo manuale e stimola la motricità fine!!! insomma, vi parlo di far stendere i panni ai bambini come di una vera e propria attività didattica!

  • Prendere il pannetto da stendere e sbatterlo per 2 volte
  • poi appoggiare il pannetto sulla stecca dello stendino distendendolo per bene e cercando di piegarlo al centro
  • infine prendere la molletta da bucato e appendere il pannetto.
Per noi adulti l'operazione è semplicissima...ma per un bimbo è cosa complicata! Notate la concentrazione di Matteo nel portare a termine il suo compito. Alla fine l'ho elogiato e mi sono congratulata con lui per l'ottimo lavoro perchè ha seguito tutte le operazioni scrupolosamente e con grande precisione...e ci è scappata anche una caramella morbidosa!!!




  

mercoledì 2 marzo 2011

le gomme da cancellare

Divertimento allo stato puro! abbiamo scovato una pasta modellabile che, cotta 10 minuti in un pentolino con acqua, si trasforma in gomma da cancellare!
Matteo ed io siamo impazziti e stiamo passando tantissimi pomeriggi divertendoci insieme.
Non è molto costosa, è molto elastica, un mix tra pongo e fimo, ed è estremamente malleabile!
ecco le foto
la pasta si chiama pasta magica e insieme al sacchetto con i panetti colorati abbiamo comprato anche le formine

 le formine, al contrario della altre che avevamo, sono morbide, tipo silicone e Matteo si divertiva a mettere e togliere la pasta solo facendo pressione sulla formina!

ecco i nostri capolavori in cottura

 ed ecco le gommine finite e pronte per cancellare i pastrocchi miei e di Matteo!!!



ATTENZIONE!!! genera dipendenza!!!

giovedì 24 febbraio 2011

no, vabbè

Il finto casting del grande fratello per bambini... guardate questi genitori....dopo aver visto questo servizio girato dalla trasmissione Le iene sono letteralmente basita.ve lo linko. Senza commentare.

Non mi rassegno

Tutte le settimane mi capita di fare docenza sulla legge 81 ad una classe di ragazzi ventenni: sfiduciati, amareggiati e senza prospettive. "a me andò me pagano vado, che me frega daa sicurezza: si me chiedono de fà nà cosa io a faccio e me sto zitto. sennò o sai che me dice er principale? o fai così oppure vattene che fori ce sta la fila!!!" ha detto uno. E gli altri annuivano.
Al clientelismo, alle raccomandazioni, alle "passeggiatrici" che elargendo i loro favori diventano membri della politica, alle persone mediocri che pur di entrare in politica accettano di diventare fantocci, ai figli, fratelli, generi, nuore, nipoti dei "potenti" che hanno vita facile economicamente ma povera moralmente. Alle ragazzine alle quali viene consigliato di sposare un uomo ricco, alle ragazzine che cadono nelle grinfie della vita facile, delle griffe e dell'ipocrisia. E sempre alle ragazzine alle quali viene proposto un modello di donna mediocre, anoressico e senza valori e morale. A tutto questo io dico f@nculo e contrappongo una vita fatta di sacrifici, di amore, di gioia, di valori e di morale, una esistenza come quella di tante persone che, come me, scelgono di vivere dignitosamente e di insegnare ai propri figli che vale la pena fare del proprio meglio in ogni occasione fregandosene di chi non fa nulla e ottiene lo stesso le cose perchè è parente di tizio...di chi non studia ma si compra il diploma. Di chi sta in silenzio di fronte ad un torto perchè tanto è inutile.
Io non mi rassegno a tutto questo e continuo ad andare dritta per la mia strada e ad insegnare a scuola, a mio figlio e a tutti quelli che hanno voglia di stare a sentire che l'unico modo per ottenere qualcosa è lottare, dare il meglio di se stessi, studiare, sognare e desiderare. Se non insegniamo a dare un valore alle cose tutto si uniforma. E le cose hanno valore solo quando vengono desiderate, sudate e poi ottenute.
Ma le soddisfazioni più grandi, le gioie più belle non si comprano in negozio e non hanno un cartellino. E chi compra queste gioie lo fa a caro prezzo quando noi comuni mortali le abbiamo gratis ogni giorno!

Se riusciamo ad inculcare questo nella mente dei nostri figli solo allora daremo loro un futuro migliore.
E f@nculo pure al consumismo a tutti i costi, all'ostentazione della ricchezza e degli status symbol. F@nculo a chi approfitta della propria condizione privilegiata per ottenere ciò che altrimenti non potrebbe avere, e ancora f@nculo a chi predica bene e razzola male, f@nculo a chi ha affermato che esistono i reati lievi sui minori e a chi ha detto che gli stupratori hanno una attenuante perchè "Se una donna cammina in modo sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell'evento ce l'ha perchè anche indurre in tentazione é peccato. Dunque una donna che camminando in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione"
la lista sarebbe lunghissima. e non è detto che prima o poi io la posti...e i vostri f@nculo?




mercoledì 23 febbraio 2011

Grazie Simona M.

Non ho mai postato le numerose mail che ricevo ogni giorno, nè ne ho mai fatto menzione. Cerco di rispondere sempre a tutti e, se qualcuno mi sfugge, perdonatemi e scrivetemi di nuovo.
Questa mail, però, mi ha proprio colpita e mi ha riempito il cuore di gioia! sono sicura cara Simona, che, molto presto ritroverai la tua strada perchè le scelte fatte col cuore come la tua, alla fine vengono sempre ripagate. Questo momento di nostalgia che stai vivendo ti aiuta di certo a capire sempre più l'importanza della tua "vocazione".
grazie per avermi scritto!

"Gentilissima Dottoressa Mariaelena,
mi chiamo Simona e ho 28 anni. Perchè le sto scrivendo?!? Semplicemente per farLe i miei più sentiti
complimenti!! Ho scovato il suo blog nel mare di internet da pochissimo tempo (e non ricordo neppure bene come ho fatto!) ed è stata una piacevolissima scoperta! Sono una maestra d'asilo e, anche se al momento sono disoccupata, amo i bambini e il loro universo e mi piace guardarmi in giro per tenermi informata, avere sempre nuovi spunti e nuove idee...non si sa mai che possa tornare in campo!! ...però per ora sono disoccupata...diciamo per scelta! Infatti circa 2 anni e mezzo fa ho lasciato, per amore (cosa non si fa per ascoltare il cuore!!), Brescia, la mia città, per trasferirmi in un paesino abruzzese, lasciando tutto quello che avevo (compreso il mio adorato posto di lavoro...oltretutto a tempo indeterminato: accidenti!! Questo è l'unico vero rimpianto che ho!!!). E' stata una scelta dura, anche perchè ho sempre amato il mio lavoro...credo di far parte di quelle insegnanti che la mattina vanno a scuola per passione e non per dovere, per una sorta di "vocazione" e non per riportare a casa uno stipendio (misero) alla fine del mese. Ho sempre sostenuto che la soddisfazione più grande nell'essere una maestra d'asilo sta nella gioia di quelli che io ho sempre definito "i miei bambini" quando la mattina arrivano in quelle aule tutte colorate con un bel sorriso
stampato sulle labbra...felici di iniziare una nuova giornata insieme!!...ma torniamo alla realtà: ora vivo in un bel posticino tra le montagne dell'Abruzzo, lontana però anni-luce da quelle che erano le mie abitudini, la
mia mentalità e il mio stile di vita... Qui mi sento quasi un'eccezione, la nota fuori dal coro...sia per quanto
riguarda la mia professione, che è quasi un'utopia pensare i svolgere da queste parti (qui per esempio non sanno neppure che cos'è un "nido", e basti pensare che il più vicino è a circa 60 km da dove abito, e la scuola dell'infanzia è vista solo ome un grande parcheggio dove lasciare i bambini...ma tutto questo
meriterebbe una mail a parte!!!), sia per quanto riguarda la mia personalità... Perchè Le sto scrivendo? Perchè leggendo le pagine del suo blog mi sono ritrovata nei suoi pensieri, nel suo stile educativo, nel suo modo di vedere le cose e il mondo...ho letto, letto, e letto ancora...e più leggevo e più ritrovavo le mie stesse idee (logicamente non in tutto, ma su moltissime cose sì!) ...ed è bello sapere che c'è qualcuno che la pensa come te!!...è bello non sentirsi così "diversa" ma condividere la propria opinione con qualcuno!! E' per questo che Le sto scrivendo: per dirLe GRAZIE per potermi rispecchiare nelle sue parole e per farmi sentire un po' meno "strana" in questo piccolo paese dove gli occhi altrui mi vedono come una marziana appena atterrata sul pianeta Terra (anche se il giudizio degli altri non mi ha mai scalfita!), magari solo perchè non amo uniformarmi al pensiero della gente perchè "così si deve fare...così si è sempre fatto", o perchè non mi piacciono stereotipi e convenzioni, o ancora perchè voglio continuare a sperare che possa cambiare
qualcosa in questo posto dove tutti hanno perso la voglia di credere e di combattere per portare avanti le proprie idee (perchè spesso è più facile rassegnarsi alla realtà che lottare per cambiarla)...e così mi guardano come un'aliena magari solo perchè decoro le finestre di casa in occasioni anche diverse dal Natale (e a quelle persone vorrei poter dire "se vi meravigliate delle finestre dovreste vedere l'interno della casa!"...mi sa che prima o poi attaccherò un bel cartello sulla porta con qualche frase tipo questa!!), o perchè chiedo a gran voce che si possano realizzare strutture per l'infanzia (e in questo caso la richiesta la faccio sempre da probabile futura utente e non da maestra in cerca di lavoro!), o perchè mi meraviglio nel vedere bambini di
6-7 anni che passano i loro pomeriggi chiusi nei bar... perciò GRAZIE! ...per la felicità di sapere che c'è qualcuno che la pensa come me!!

...e scusi per il tempo che Le ho rubato...

lunedì 21 febbraio 2011

fishandchips


Ho trovato questo coloratissimo libro sullo scaffale della mia libreria preferita e l’ho portato a casa per farlo leggere a Matteo. Aurora, la proprietaria della libreria, mi ha invitata alla presentazione che si sarebbe tenuta in libreria la settimana successiva così ho iscritto subito Matteo e la mia nipotina Zoe all’evento…


Fishandchips è un dinosauro con un orecchio più grande e uno più piccolo venuto dallo spazio. Atterra in una scuola e lì comincia ad aiutare i bambini che hanno qualche difficoltà.

Matteo si identifica subito con la storia di un bambino che subiva le angherie di un bulletto. Mi incuriosisce molto la situazione e cerco di saperne di più. Non pensavo proprio, vista la mia esperienza di coordinatrice alla scuola dell’infanzia, che già al primo anno di scuola materna si potesse parlare di “bullismo”.

Matteo mi dice:“Mi piace fishandchips perché aiuta i bambini che nessuno li capisce.”

E perché nessuno capisce i bambini?-chiedo- Perché nessuno li aiuta?

“Perchè a scuola mamma non c’è e io non faccio la spia alla maestra!” (!!!)

Con questa risposta mio mi ha spiazzata.
 Ma non ho bisogno di produrmi in spiegazioni complicate perché fishandchips ha la risposta giusta! Insomma, la storia è davvero graziosa…un simpatico dinosauro che mangia le carte colorate e getta via le caramelle e aiuta i bambini a vincere con naturalezza e semplicità le loro paure!!

Vado alla presentazione del libro con una aspettativa molto alta nei confronti dell’autrice Carla Vangelista, leggo sul suo sito che ha scritto un libro intitolato “Un altro mondo” e che Silvio Muccino ne ha fatto un film. Lei è davvero gentile con i bambini, ci sa proprio fare!

Matteo la costringe a leggere una parte del libro a modo suo e Carla ci sta! Così i protagonisti della storia di Pillo il Bullo diventano Matteo e M. il bullo!!! E Carla non si sbaglia!!! Matteo la interrompe 3000 volte per raccontarle la sua esperienza dicendo che M. è un bimbo che gli da i pugni in faccia e i calci e lei lo ascolta, gli da importanza, lo accarezza…gli altri bimbi, invece,ascoltano in silenzio, lei legge con molta pacatezza e si interrompe ogni volta che qualcuno dei piccoli uditori le rivolge una domanda. Non appena finisce di leggere cominciamo un divertentissimo laboratorio in cui costruiamo le orecchie di fishandchips…ma una domanda sorge spontanea e non esito a farla a Carla:”ma come ti è venuto in mente di scrivere fishandchips?”

“Ero in un parco e cercavo ispirazione per i personaggi del mio libro un altro mondo. C’è un bambino nel film e fishandchips è il suo orsacchiotto!!”

Insomma, Matteo ed io vi consigliamo di acquistare questo libro, una storia colorata, un testo originale e divertente e…ogni singolo provento che deriverà dalla vendita di fishandchips verrà devoluto World Friends onlus, l’organizzazione di Gianfranco Morino che opera in Kenia.



sabato 19 febbraio 2011

16/02/06 condividiamo il dolore per apprezzare la gioia

Una data importante qui.
Una data che ha segnato una svolta dolorosa nella mia vita e in quella della mia famiglia.
Era Carnevale, Andrea ed io andammo ad una festa, ci divertimmo parecchio, al ritorno, mentre andavamo a casa in macchina chiacchierando allegramente del più e del meno, un grande boato, l'auto fece 2 giri su se stessa, finì addosso ad un guard rail...un cretino, che dai successivi rilevamenti dei carabinieri risultò viaggiare a 140km orari, a fari spenti, non si fermò allo stop, non frenò nemmeno e ci prese in pieno...dalla mia parte. Lo sportello rientrò di 30 cm. Avevamo una focus all'epoca.
Quella mattina, una mattina qualunque di un giorno qualunque uscimmo di casa e non vi rientrammo per 4 mesi. Quattro lunghissimi mesi che segnarono una svolta.
Subito dopo l'impatto mi resi conto di non riuscire a repirare. Nell'urto violentissimo, la cintura di sicurezza mi aveva compresso lo sterno, mi toccai il naso e pensai "ho ancora la faccia" poi mi girai verso Andrea, alla guida, e gli chiesi con l'ultimo respiro:"stai bene?" poi ho un momento di vuoto totale...il ricordo che ho subito dopo è un respiro di aria gelida...Andrea, al quale era scoppiato un femore, in una spirale di paura, mi aveva tirata fuori dall'auto, non si sa come abbia fatto...e subito dopo lo vidi scivolare lentamente in un fossato...l'ambulanza arrivò immediatamente. Mi raccolsero con il "cucchiaino" e l'infermiere mi disse dopo aver visto la macchina:"se sei viva è un miracolo"...mentre mi caricavano nell'ambulanza uno dei portantini inciampò in un filo spinato e cadde a terra...con tutta la barella, con me sopra legata come un salame...il pensiero di essere separata da Andrea, di non sapere cosa mi aspettava, cosa aveva lui, mi faceva impazzire. non ricordo il dolore, solo tanta rabbia dopo che l'infermiere, al quale avevo chiesto le condizioni di Andrea mi disse che non sarebbe venuto nello stesso ospedale perchè "non si portano due urgenze nello stesso pronto soccorso." Piansi tutte le mie lacrime. Chiesi di chiamare i miei genitori ma l'infermiere mi disse che era meglio se li chiamavo dopo le lastre e la visita al ps.
Una volta al ps la mia gamba dx non si muoveva più. Il dottore di turno non si accorse delle 5 fratture al mio bacino, nonostante lamentassi dolore alla mano sx (la mano con cui scrivo) non mi fece nessuna lastra. Solo la gamba che non si muoveva era interessante e non essendo fratturata nessuno capiva cosa avesse.
Mentre aspettavo arrivarono i miei genitori. Li aveva chiamati Andrea. Erano mezzi morti di paura. Erano passati sul luogo dell'incidente e pensavano di trovarmi più morta che viva. Alle 5 del mattino mi trovarono un posto letto, mi diedero 20 gocce di valium per calmare il dolore e farmi riposare e mi portarono in reparto. Solo il dottore che arrivò il lunedì mattina capì cosa avevo e cosa mi stava succedendo. Avevo 5 fratture al bacino, frattura dell'osso sacro, frattura del dito pollice della mano sinistra e stupor nervis, trauma del nervo sciatico dx che non faceva muovere la mia gamba.
In ospedale si perde la dignità. Si perde l'identità. E in quel letto d'ospedale sarei rimasta immobile per 2 mesi. Dopo 10 giorni mi trasferirono in una clinica per la riabilitazione...e nella stessa clinca, dopo un'operazione di ricostruzione del femore, arrivò anche Andrea. Ma non potevamo vederci. Lui era nella camera degli uomini. Io in quella delle donne. Darci una stanza in cui stare insieme era fuori discussione. 2 mesi, lunghissimi, frustranti, dolorosissimi. Nonostante nessuno di noi fosse autosufficiente, dopo 2 mesi di clinica ci dimisero. E mò? Non essendo autonomi non potevamo tornare a casa nostra. Così Andrea andò dai suoi e io dai miei. Non vivevo coi miei da quando avevo 20 anni, da quando ero andata via di casa. La convivenza forzata fu un trauma nel trauma. I miei genitori, mia sorella e mio fratello sono stati un grande supporto morale. Ma io non sopportavo quella condizione di infermità e non sopportavo la vicinanza di nessuno. A Maggio, quando avevo ricominciato a muovermi con le stampelle, mia madre mi portò nella mia adorata Palermo, per farmi distrarre un pò. A Giugno tornai a casa con Andrea. Facemmo festa!!! Mio fratello, che aveva appena finito la scuola, venne a vivere con noi, affittammo obrellone e sdraio in uno stabilimento balneare e tutti i giorni andavamo al mare. Si sa che prendere il sole fa bene alle ossa. Andrea si muoveva con la sedia a rotelle...fino a Settembre gli era proibito poggiare piede a terra.
A causa delle mie fratture e del trauma al nervo sciatico che, ancora oggi, mi impedisce di muovere correttamente la gamba, non potrò mai avere un parto naturale, e allora benvenga il cesareo. A causa di quell'incidente non potrò fare mai fare l'epidurale, non ho spazio fra le vertebre...non potrò mai sentire il primo vagito dei miei figli. Ma poco importa. Questa esperienza mi ha insegnato a vivere ogni giorno pienamente, ad amare il mio compagno teneramente, ad essere sempre positiva e propositiva, ad avere sempre il sorriso stampato sul viso perchè ora vivo la mia vita diversamente, con la consapevolezza che i problemi si risolvono, che tutto passa e che le avversità non mi fanno più paura.

mercoledì 16 febbraio 2011

Non c'è niente da ridere



Scusate.
Ma non reggo.
Non si ride della canzone di Luca e Paolo. Non è satira. Non è Guzzanti. Non fa ridere.
Quello che sta facendo la nostra classe dirigente non fa ridere...forse nemmeno se l'avesse cantata Guzzanti a mò di "allora vieni con me amore, sul grande raccordo anulare, che circonda la capitale..."
Non fanno ridere le bravate del premier nè quelle degli altri. Non fanno ridere proprio niente.
o almeno. A me non fanno ridere. E mò l'ho detto.