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sabato 30 agosto 2014

La ricetta facilissima della torta al latte caldo con bimby


Da giorni, sul gruppo facebook delle mysiane non si fa altro che postare questa ricetta con foto invitanti e commenti goduriosi. Così ho deciso di provarla immediatamente al rientro dalle vacanze.
Ecco la ricetta e il procedimento da seguire alla lettera.

Ingredienti:
  •     180 grammi di farina
  •     120 ml di latte
  •     3 uova
  •     170 grammi di zucchero
  •     60 grammi di burro
  •     Una bustina di lievito
  •     Un pezzetto di stecca di vaniglia o la buccia di mezzo limone grattugiata
  •     Un pizzico di sale

Procedimento:
  1.     Nel bimby montare le uova con lo zucchero 37° vel 4, 8 minuti, fino a che non diverranno chiare e spumose.
  2.     Setacciate la farina, il lievito e un pizzico di sale e amalgamateli al composto.
  3.     Scaldate in un pentolino il burro, il latte e la stecca di vaniglia. 
  4.     Poco prima di raggiungere il bollore spegnete e versate a filo nel composto con le lame in movimento vel. 2.
  5.     Versate in uno stampo da 22/24 cm coperto da carta da forno.
  6.     Infornate a 180° per 25/30 minuti. Se avete il fornetto versilia bastano 20 minuti: i primi 5 a fuoco vivace, i restanti a fuoco lento.
  7.     Fate la prova dello stuzzicadenti per assicurarvi la cottura al centro della torta.


mercoledì 27 agosto 2014

Non abbiamo seguito regole, non abbiamo fatto i compiti e martedì cominciamo la scuola

Ho scritto tanti articoli su come rientrare nei ranghi senza stress, su come fare i compiti delle vacanze, su come riabituare i bambini a svegliarsi presto e non andare a letto tardi per facilitare un sereno rientro a scuola.

NOI NON ABBIAMO SEGUITO REGOLE

Matteo Martedì ricomincia la scuola e siamo ancora in vacanza. Torniamo Venerdì e non c'è il tempo materiale per mettere in atto strategie.

Dopo un intero anno passato a piangere sui compiti pomeridiani, in cui avevo un bambino triste e frustrato perchè non aveva tempo per se stesso, tempo per giocare, tempo per oziare, ora vedo un bambino felice e sereno, che non piange più, che non fa millemila capricci, che è finalmente tranquillo.

Martedì comincia una grande avventura con l'inizio della nuova scuola.
L'unico compito che abbiamo fatto in vacanza è stato quello di rafforzare la letto-scrittura. Abbiamo letto tanto, in spiaggia soprattutto e abbiamo rafforzato i muscoli della mano e del polso attraverso esercizi di scrittura sulla sabbia.

Ho cercato di lavorare tanto sulla sua autostima, sui sentimenti, ho cercato di approfondire le sue curiosità e di fargli fare gite culturali per stimolare la sua naturale voglia di scoperta.

Ho preteso che giocasse all'aperto, l'ho mandato al bar, da solo, con i soldini, ad acquistare una gassosa chiedendo di fare da solo i calcoli, oppure a prendere il pane con lo stesso procediemento. In questo modo l'ho invogliato a fare addizioni e sottrazioni.

Ho cercato di lavorare sulla pazienza, chiedendogli di aspettare, di non essere frettoloso, di procedere con metodo per qualunque cosa, di non rispondere in maniera superficiale alle domande.

Il quaderno dei compiti delle vacanze mi guarda bieco dal tavolo sul quale l'ho lasciato. E mi sa che non lo riporto a casa. Lo lascio qui.

lunedì 18 agosto 2014

Viaggi selvaggi a 20 anni e viaggi sicuri a 40

L'11 Settembre partiremo per Londra.
Non è una data casuale: Andrea compirà 42 anni e Matteo 7. E' il regalo che la mia famiglia fa a se stessa per festeggiare anche i miei 40 compiuti a Maggio. Diciamo che è un dono cumulativo!
VIAGGI E PIANIFICAZIONE - Ho pianificato tutto nei minimi dettagli: appartamento in centro prenotato a maggio, volo prenotato a Giugno, attrazioni prenotate a Luglio, itinerari pronti e stampati con tanto di persorsi bus e metro.
L'ultimo viaggio all'estero risale al 2002. Avevo 28 anni ed ero "inconsapevole".
Mi piace definirmi "consapevole" a 40 anni.
VIAGGIARE CONSAPEVOLMENTE - Nel lontano 1995 visitavo India, Bangladesh e Thailandia, nel 1996 ero in Nepal e sull'Everest. Poi ho visto la maggior parte delle capitali europee ma quei viaggi selvaggi, senza prenotare, con un trolley e poco più sono dentro di me a ricordare che no: non si può partire "inconsapevolmente" a 40 anni.
LE CAPITALI EUROPEE - Mi sono innamorata di Rotterdam e ho fortemente voluto andare a viverci per anni. Ho amato le strade pulite e l'aria gelida del nord di Copenaghen e la multiculturalità di Amsterdam con le sue biciclette e i palazzi variopinti. Ho adorato Praga e i castelli, i palazzi e il Danubio.
                                                                          Rotterdam

L'ASIA - Ho visto piantagioni di oppio e miniere di gemme preziose, ho visto mari di cristallo popolati da barracuda, ho visto bambini con i nasi schiacciati contro la vetrina del ristorante in cui stavo cenando. Mi sono dovuta fermare per un tempo interminabile a causa di una mucca che stava attraversando la strada. Ho visto templi d'oro e povertà infinita. Ho visto la kumari. E dopo averla vista, una volta tornata a casa, ho guardato tutti i documentari a riguardo.
                                                                   La Kumari

Ho dormito in un rifugio con 8 candele a disposizione sull'Everest.
Ho viaggiato a più 10.000 mt su un aereo non pressurizzato con l'ovatta nelle orecchie e sono atterrata in un campo sterrato.
Ho volato 14 ore da sola da Roma a Bankok, poi altre 2 ore per kophangan. Ho preso un battello per ko samui e poi per ko tao.
Ho ballato al "full moon party" per una notte intera.
                                                                          Ko samui

Non lo rifarei mai oggi.
Non perchè non abbia il senso dell'avventura, solo perchè oggi mi piace tenere le cose sotto controllo. Voglio sapere cosa visitare nei luoghi in cui vado prima di andare, voglio sapere quali sono le abitudini, le usanze, i piatti tipici prima di lasciare casa mia.
E ho voluto essere assicurata stavolta con una polizza simile a quella di Allianz global assistance.  Perchè i bagagli si perdono, i coralli fanno venire le infezioni, i bellissimi hotel sui volantini potrebbero assomigliare alla stamberga strillante di Harry Potter. Non succede, sia mai. Ma se dovesse accadere io mi sentirei più protetta.





venerdì 15 agosto 2014

Lavorare in vacanza da web writer: mare, sole, pc e connessione

Lavorare in vacanza si può e, tutto sommato, con un pò di organizzazione, è anche gratificante.
E' il primo anno che succede e qui, dalla mia postazione pc vacanziera, mi sento felice di avere il privilegio di poter lavorare ovunque. Qui si naviga a 700k. Quando me l'hanno detto mi veniva da piangere. Posso aprire una pagina alla volta e impiego il doppio del tempo che a casa, con la connessione a 20 mega. Però qui tutto va piano, tutto è lento. E anche il tempo, con il caldo africano (stamane alle 9 c'erano 35°) sembra dilatarsi. Quindi NO PANIC.
La mia casetta è piccina, 40mq circa ma superaccessoriata per essere una casa delle vacanze. Il paese in cui sorge è a due passi da un mare di cristallo, vicino ad Agrigento che, ringraziando il cielo, non è uno dei posti presi d'assalto dai turisti per il mare ma solo per la valle dei templi. Quindi, il "mio" mare, bellissimo, ricco di pesci e di conchiglie, è popolato solo da qualche famiglia locale.

Questa è la spiaggia "lido Kaos" che ha ispirato Pirandello. Questa era la vista di cui godeva da casa sua e ogni volta che vengo qui penso che se lui, con il suo 4 in italiano, è diventato una pietra miliare della letteratura mondiale, è anche grazie a questo panorama.


 Questa invece è la scala dei turchi, un luogo magico, ricco di fascino, situato nel comune di Realmonte (Ag), ci vengo da sempre, da che io abbia memoria. Mi è molto mancato in questi due anni. Non c'è un altro posto che mi rigeneri come questo.




 La prima tappa delle mie vacanze è stata la gelateria Le cuspidi a Raffadali. Dalla foto sottostante si capisce il perché. I miei gusti preferiti sono il pistacchio e il "pecorino" un gelato al fior di latte preparato con latte di pecora e ricco di granella di mandorle, nocciole e pistacchi con gocce di cioccolato.

La seconda il mercato di Agrigento con i suoi sapori, i suoi odori e le persone che gridano e che, a volte, faccio fatica a comprendere. Specialità locali come le olive "cunzate" (condite) i pomodori secchi, i pistacchi, le spezie che riempiono, con il loro profumo pungente, le narici e l'anima.
La vita scorre lentamente, le persone sono sempre gentili, ci sono i miei genitori che vivono accanto a me e mi sento molto più figlia che madre, una sensazione che non guasta mai.
Erano due anni che mancavo da questi luoghi e non vedevo l'ora di tornare, avevo un pò di "mal d'Africa" e il tempo che passerò qui spero mi farà sentire meno nostalgia durante l'inverno.
Le spiagge deserte, i bambini che giocano in strada, l'autonomia di Matteo che può andare in giro da solo, incontrare amichetti sulla piazza e giocare fino a tarsi mentre suo padre ed io siamo comodamente seduti al bar a sgranocchiare semi di girasole e a prendere una granita di limone.
Il paradiso, per me, è qui.
Buone vacanze a tutti.




mercoledì 30 luglio 2014

Dorayaki giapponesi: i dolcetti di Doraemon

DORAYAKI DI DORAEMON - Ieri, su questo sito, ho letto la ricetta dei dorayaki, i dolcetti di cui va pazzo Doraemon e ho deciso di provare a rifarli visto che per grandi e piccini, in casa mia, Doraemon è un must imperdibile!

I dorayaky sono dei semplici pan cakes, molto semplici da realizzare ma che seguono un procedimento diverso di conservazione che li rende più morbidi e spugnosi e li fa aderire gli uni con gli altri. Il ripieno di morbida crema al cacao li rende davvero unici al gusto!

RICETTA DORAYAKI - Per preparare 15 dorayaki (sono 30 pankaces) occorrono

  • 190 ml di latte
  • 200 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di miele millefiori
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
Procedimento:

  • Nel mio adorato bimby ho amalgamato tutti gli ingredienti, prima ho montato le uova con zucchero e miele, poi la farina setacciata col lievito e, infine il latte a filo fino ad ottenere una pastella omogenea.
  • Ho fatto riposare l'impasto per 10 minuti e poi ho versato a cucchiaiate il composto nella padella fino ad ottenere dei cerchi.


 Non appena formano le bollicine in superficie vanno girati

  • Cuociono in pochissimo tempo

  • Poi li ho messi a riposare tra due fogli di carta da cucina intrisi d'acqua 
  • Li ho accoppiati a due a due dopo aver messo al centro di uno un abbondante cucchiaiata di crema al cacao.
  • Li ho chiusi nella pellicola trasparente ad uno ad uno in modo che rimanessero belli morbidi.


 E poi in casa sono stati divorati a tempo di record.





 

domenica 27 luglio 2014

Occorrente per la prima elementare: aperta la caccia al risparmio!


 OCCORRENTE PRIMA ELEMENTARE: Sono ufficialmente incominciate le offerte per la scuola 2014-2015. Noi quest'anno siamo fortunatissimi. Non acquisteremo nulla! Lo scorso anno, proprio in vista della prima elementare, avevo fatto una bella scorta di cancelleria e quaderni che non mi era servita a nulla!

Ecco cosa serve veramente:
  1. ZAINO: la giungla dello zaino perfetto è difficile da percorrere. Con trolley, senza trolley, robusto, capiente, con spallacci, di buona marca o con i personaggi dei cartoon. Insomma. Inutile dire che, difficilmente, lo zaino che acquistiamo in prima elementare potrà durare fino alla quinta. I gusti dei bambini cambiano e già a metà della prima elementare le amate winx verranno sostituite da violetta, ben ten dagli skylanders e così via. Dunque meglio optare per uno zaino comodo, robusto e capiente seguendo le offerte del momento. Il trolley in prima elementare serve a poco. Non c'è una mole di libri da portare ogni giorno e, come nel caso di mio figlio, le aule potrebbero essere troppo strette per contenere i trolley. A Matteo ho dovuto acquistare uno zaino senza trolley in corso d'anno da tenere dietro lo schienale della sedia in classe. In molti ipermercati si trovano gli zaini seven, con o senza trolley, a partire da 49 euro.
  2. ASTUCCIO e DIARIO: non è un accessorio che potete acuistare subito. Molte maestre, infatti, chiedono quello a una o due zip mentre in commercio si trovano più facilmente quelli a tre zip. Rischiate di fare un acquisto inutile. Mentre, invece, potete prenderne uno a bustina per contenere la cancelleria in più: una gomma, un temperamatite più grande (in prima vogliono quello chiuso che nell'astuccio non entra) e matite di scorta (se ne perderanno molte). Il diario in prima elementare non occorre, le maestre adottano un quaderno piccolo a quadretti per comunicare gli avvisi.
  3. MATITE E COLORI: Non lesinate culla qualità. In prima elementare si usano una quantità di matite colorate. Acquistate pacchi da 12 colori, se trovate colori sfusi prendete tanti rossi, gialli e celesti che sono quelli più utilizzati. Non prendete pacchi da 36 o 24 colori pensando di risparmiare. Nell'astuccio non c'entrano e i bambini non hanno bisogno di 4 tipologie di rosso. Per loro il rosso è uno e utilizzeranno solo quello! Anche sulle matite non lesinate sulla qualità: è importante che abbiano una buona impugnatura perchè i piccoli di prima elementare scriveranno soprattutto con le matite e non con le penne. 
  4. PENNE CANCELLABILI SI O NO? I bambini le adorano, a loro piacciono di tutti i colori. La maestra di mio figlio le utilizzava per dividere le sillabe e noi le abbiamo usate tanto. le repley hanno la punta fine mentra le tratto cancellik sono più morbide e tonde e hanno più colorazioni. Noi abbiamo preferito le seconde.
  5. CANCELLERIA VARIA: In prima elementare si utilizza tanta colla in stick. Acquistatene in quantità. Si utilizzano tante gomme da cancellare, etichette adesive, copertine trasparenti per i quaderni e i libri, insomma, cercate di trovare le offerte sulla cancelleria che poi non troverete più se non nelle cartolibrie scolastiche.
  6. QUADERNI: I quadernoni a righe di prima elementare si utilizzano anche in seconda. Se trovate offerte sotto l'euro per pezzo acquistatene in quantità. La stessa cosa non vale per i quaderni a quadretti: le maestre potrebbero volere quelli da 1cm o quelli da mezzo cm. Quindi meglio aspettare la riunioni di inizio anno.
  7. LIBRI: Se i vostri figli frequentano una scuola pubblica o privata paritaria, potete già prenotare i libri, in maniera gratuita, presso la cartolibreria del paese. Ad inizio anno vi verrà consegnato un cedolino da dare alla cartolibreria.
  8. GREMBIULI: Ne occorrono almeno 3, blu per i maschietti e bianchi per le femminucce. Si sporcano con una facilità incredibile. Acquistateli di buona qualità, dureranno per tutto l'anno scolastico.
  9. ABBIGLIAMENTO: Mi raccomando di mandare sempre i bimbi a scuola con un abbigliamento consono. No a cinte, scarpe con i lacci, mollette per capelli e accessori che possono perdersi, ingombrare, far male ed essere usati in modi imprevedibili. Acquistate delle tute da ginnastica da far indossare sotto il grembiule solo per andare a scuola, garzate per la mezza stagione con maglia a maniche corte e un pò più pesanti per l'inverno con maglia a maniche lunghe. Sotto il grembiule la felpa non serve, meglio un giacchetto con zip da mettere sopra se il bambino dovesse avere freddo e che poi può togliere al bisogno.
 

giovedì 17 luglio 2014

Il potere delle risate a crepapelle (e delle amiche)

Ridere.
Di cuore, di gusto, fino a quando le mascelle e le mandibole ti fanno male e rimani piegata in due senza fiato. (un pò colpa anche della mia ultima bronchite!)
Ridere ad uno sguardo, ad una battuta, ad un autobus.
Ridere.
Quante volte dimentichiamo il potere salvifico e taumaturgico di una risata di cuore.
E' lunedì mattina e arriva un invito a cena. Così. A Roma si dice cotto e magnato. E andiamo.
Roma è grande ma pare che la zona di S. Giovanni vada bene a tutte, anche a me che vivo ad Albano Laziale.
Un filo di trucco e un filo di perle e via.
Arrivo e tengo il posto al suv della Petragna. Che con la mia fortuna sfacciata trovo parcheggio davanti al ristorante. Lei arriva subito dopo e io trovo un secondo parcheggio 10 mt più avanti. Loro, invece, parcheggiano a un quarto d'ora dalla fine del mondo e arrivano dopo 20 minuti.
Ci sediamo a tavola e già cominciamo a ridere. Perchè Federica sta sempre a piagne. Ma che se piagne! (Ha lasciato i bambini dai nonni e li vede solo nel week end) Non credo Federica riuscirà più a piangere pensando a noi che la prendevamo in giro...poi è arrivata la cena.
Sono a dieta. Ed è stata la mia volta circa le battutacce.
Finito presto il mio turno...perchè, senza motivo apparente vediamo un autobus che si ferma in mezzo alla strada. Federica corre verso l'autobus, sale, #bacialautista e torna a sedersi come se nulla fosse. (Poi scopriremo che l'autista era suo marito!)
Ecco che tutte abbiamo cominciato a chiedere a voler sapere, a ridere. E ridere ancora. E io volevo fermare tutti...e ideavo un programma di risanamento Atac, con fondi europei, in cui, ad ogni ristorante su linea, l'autista si fermava a baciare una delle commensali...

Molto spesso siamo presi dal lavoro, dalla famiglia, dai problemi quotidiani. Entriamo in una routine fatta solo di doveri.
Ma ridere di cuore, senza problemi, per una serata intera fa la differenza per tutta la settimana. Oggi è Giovedì. E io ancora rido.











venerdì 27 giugno 2014

Manovre di disostruzione delle vie aeree: per favore fate un corso!


MANOVRE DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICHE - Sono una serie di tecniche per permettere di evitare che un bambino muoia per soffocamento. E' assolutamente necessario che ogni genitore impari a mettere in pratica questa prassi per non rimanere impreparato di fronte ad un bambino che si strozza.


E' SUCCESSO A ME - Ringrazio il cielo per aver saputo come comportarmi. Grazie al mio lavoro di pedagogista avevo avuto la possibilità di formarmi per effettuare questa tecnica semplice ed efficace così, quando Matteo stava soffocando, ho saputo cosa fare.
E' successo tutto in un secondo. Lui diventa blu e comincia ad emettere suoni gutturali. Io guardo Andrea che comincia a dargli le classiche pacche sulle spalle. In un istante sono in piedi, lo faccio alzare da tavola, lo metto in piedi e con due mavovre a cucchiaio, come si farebbe con un adulto in realtà (capisco dopo che è perchè io sono piccina di statura e matteo pesa troppo per poter fare le manovre pediatriche!) riesce a liberarsi di un bolo di carne con cui si era strozzato.
Matteo non si è nemmeno reso conto. Per me, il fatto di non essere rimasta pietrificata dal terrore e di aver saputo agire in maniera tempestiva ed efficace è stata una grande prova di coraggio. Dopo sono quasi morta di paura. Subito dopo Matteo si è rifiutato di mangiare la carne rimasta ed è andato a giocare. Io guardavo Andrea, incredula che un fatto simile fosse accaduto proprio a me, ad un bambino di quasi 7 anni.


PERCHE' ACCADE? - Avevo sempre pensato che un bambino, dopo i 3 anni, avesse un rischio minore di soffocarsi. Il corso l'ho fatto come educatrice. Forse come mamma non avrei mai partecipato. Molto probabilmente stavamo chiacchierando e ridendo a tavola, a cena, raccontandoci le cose accadute durante la giornata. E non abbiamo ricordato che quando si mangia non si parla. :(
 

QUESTO IL VIDEO DEL DOTT. SQUICCIARINI - Con lui ho fatto il primo corso. Il secondo l'ho seguito poco tempo fa, quasi gratuiamente, organizzato da un'associazione a Roma per rinfrescare la tecnica. Se potete fatelo perchè è importante sapere come intervenire su un bambino che potrebbe soffocare. E il tutto, credetemi, avviene in pochi minuti.

mercoledì 18 giugno 2014

Dyson mania e #sfidedysoniane

 DYSON MANIA - Lo scorso anno Chiara ed io abbiamo autoprodotto la comunione di uno dei suoi figli e, in quell'occasione, per rimettere a lucido la casa, ho provato questo aggeggio spaziale, dal design particolare, che poi ho imparato a conoscere come dyson.
Sono entrata a far parte del gruppo #dysoniani a causa della mia allergia e ho pensato, dal primo momento che l'ho utilizzato, che non tutto il male viene per nuocere!

QUELLO CHE DYSON FA - Bisogna prestate estrema attenzione quando si utilizza il dyson. La prima cosa che colpisce è il suo cestello trasparente. Siccome ero scettica ho lavato uno scendiletto, l'ho passato con il mio aspirapolvere e poi l'ho pulito con il dyson. Nel cestello c'erano 2 dita di "sabbiolina".
Da quel momento, in casa, tutti hanno voluto testare la potenza di questo apparecchio: niente si è salvato. O meglio, nessuno. Anche il cane è passato, con gioia, sotto il pettine delle tapparelle del dyson. E vedere tanto pelo e poterlo buttare nel secchio senza sforzo, è stato il gesto che ha conquistato tutti.

ALLERGIE E ASMA - Gli aspirapolvere Dyson sono approvati dalla British Allergy Foundation (BAF). Il sigillo di approvazione BAF è conferito ai prodotti che limitano, riducono o eliminano la presenza di allergeni dall'ambiente in cui si trovano i soggetti allergici. Service Allergie Suisse ha elaborato criteri molto severi, specificando le modalità di funzionamento effettive degli aspirapolvere. Per ottenere l'approvazione SAS, gli aspirapolvere devono garantire un'aspirazione costante e la separazione dello sporco, così da garantire l'assenza di perdite di efficacia.

#SFIDEDYSONIANE - Con questo ashtag raccogliamo tutte le sfide che facciamo fare al dyson. C'è chi ha, volontariamente, gettato a terra un pacco di farina per vedere se il dyson riusciva ad aspirarla tutta senza perdere potenza, c'è chi ha fatto yoga col dyson e chi ha dato una pagella in acari al dyson. Poi c'è lei. Che il dyson lo usava già prima che il social nascesse.

LA VIDEO STORIA - Questo è il video che Matteo ed io ci siamo divertiti a girare, con la storia degli acari!
Se anche voi avete sfide da proporre, potete farlo qui, domande, consigli e curiosità saranno gradite e argomentate.




lunedì 16 giugno 2014

Arno Stern, dipingere per imparare ad essere

ARNO STERN E "IL CLOSLIEU" - Oggi voglio parlare di Arno Stern, ricercatore francese che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della traccia naturale, ha creato nel 1946 uno speciale spazio di pittura che favorisce la libera espressione e lo ha chiamato “il Closlieu” (luogo chiuso, protetto).

Vorrei ce ne fosse uno in tutte le scuole, a partire dalla prima classe del nido per finire con l’università
LA STORIA DEL CLOSLIEU - Tutto inizia nel 1949 a Parigi, dove Arno apre il suo primo atelier di pittura. Lo chiama «Closlieu»: un luogo chiuso e privilegiato, dove temporaneamente ci si separa dalla realtà esterna.  Un ambiente discreto, in cui l' unico scopo del dipingere è il proprio piacere. Senza giudizi, senza domande, senza finalità. Alla base di questa esperienza c' è l'intuizione che la libertà d' ispirazione, coltivata in uno spazio protetto, favorisca la spontaneità dell' espressione. Dipingere nel Closlieu dunque «rigenera le facoltà creative, dando slancio ad ogni individuo affinché utilizzi le sue capacità e diventi autonomo», afferma Stern. E aggiunge: «Si pensa che con un pennello in mano il bambino impari a disegnare. Ma nel Closlieu, con un pennello in mano, il bambino impara ad essere» Questo spazio è particolarmente coinvolgente per l'atmosfera, per la luce che fa vibrare i colori, per le dimensioni ridotte che suscitano intimità e calore, per la grande “tavolozza” centrale che invita a prendere un pennello e intingerlo nel colore. Tutti questi elementi sollecitano in chi vi entra una forza d'attrazione molto intensa.


LA LIBERTA' E LA PITTURA - Il Closlieu è anche il luogo della continuità: sono presenti sempre gli stessi strumenti, gli stessi materiali, i gesti di chi dipinge e di chi conduce questa attività, che si ripetono all'infinito. Chi entra nello spazio di pittura scopre un luogo di libertà; il foglio bianco appeso alla parete consente a ciascuno (sia esso un bambino di 3 anni o adulto di 100) di esprimere liberamente in assenza totale di giudizio o interpretazione. L'uso corretto degli strumenti e il rispetto degli spazi sono regole semplici ma funzionali, che permettono di acquisire sicurezza e autonomia.

Vale ancora la pena di sottolineare che la proposta di Stern è molto vicina alle idee di Maria Montessori per l'assenza totale di giudizi e di stimoli diretti, per la modalità rispettosa verso le iniziative individuali, per il fatto di accogliere insieme bambini, ragazzi ed anche adulti senza che, proprio per lo stile di conduzione, i partecipanti scatenino competizioni, confronti, imitazioni. Insomma il Closlieu stimola l'attività individuale ed è un aiuto alla concentrazione in una situazione positiva di piccolo gruppo.

Come ricreare questo spazio in casa?

Semplicemente adottando il sistema della parete di sughero o di compensato se il bimbo è piccino, altrimenti sovrapponendo un cartellone piccolo su uno grande. Proteggete il pavimento.

Se volete, qualche anno fa, quando facevo l’educatrice al nido, ho messo i fogli attaccati sulle mattonelle del bagno in modo da essere già pronta a lavare i piccoli pittori!!! Siccome sono un po’ romantica, ho abbassato un po’ le tapparelle, acceso delle candele e messo un cd di Buddha bar…

Munitevi di un tavolino basso e riempite alcuni contenitori con le tempere. Fornite al bambino diversi strumenti con cui disegnare come spugnette, pennelli, timbrini etc… e lasciatelo libero di esprimersi…nella maggior parte dei casi il bimbo userà le dita.

Provate anche voi con lui…vedrete, sarà liberatorio!!!